Fiume. La lunga e travagliata storia delle sinagoghe

Passeggiata organizzata dal Comitato di quartiere Podmurvice e guidata da Theo de Canziani Jakšić

La tappa nella sinagoga ortodossa. Foto Željko Jerneić

Una settantina di persone ha preso parte sabato mattina alla consueta passeggiata educativa organizzata dai rappresentanti del Comitato di quartiere Podmurvice volta a far conoscere ai cittadini interessati gli angoli e le nozioni storiche meno note sulla città di Fiume. Si tratta di appuntamenti che attirano sempre un numero notevole di cittadini e che dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza sanitaria riprendono con più frequenza.
A fare da Cicerone anche in quest’occasione, in cui il tema della passeggiata erano le sinagoghe di Fiume, è stato lo storico dell’arte e grande conoscitore della storia e del patrimonio storico-culturale del capoluogo quarnerino, Theo de Canziani Jakšić, il quale ha parlato della grande sinagoga di via Pomerio, scomparsa con le vicende susseguitesi durante la Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra, e della piccola sinagoga ortodossa nella vicina via Ivan Filipović con dovizia di particolari, arricchendo il tutto con interessanti aneddoti.
Gioiello della città
La passeggiata è iniziata all’altezza del civico 25 di via Ciotta, nei pressi del luogo in cui fino al secondo dopoguerra sorgeva la maestosa sinagoga. Oltre alla movimentata e triste storia del Tempio israelitico che a suo tempo era uno dei gioielli della città, de Canziani ha voluto illustrare pure quella dei palazzi che sorgono all’incrocio tra via Fiorello La Guardia, Ciotta e Pomerio, soffermandosi soprattutto sul palazzo in cui nel XIX secolo si trovava l’Ospedale Santo Spirito, fondato dal medico fiumano Giovanni Battista Cambieri, e nel cui cortile si trova oggigiorno la stazione di Polizia stradale. L’ospedale operò nell’edificio fino al 1923, quando si trasferì nel palazzo dell’ex Accademia navale dell’Austro-Ungheria, oggi sede del Centro clinico-ospedaliero di Fiume.
De Canziani si è quindi soffermato sulla storia della Comunità ebraica a Fiume, che nel XVII e XVIII secolo celebrava i suoi riti in alcuni palazzi privati: uno di questi era la casa Levi in Cittavecchia, che veniva chiamata anche La bella ebrea, che si affaccia su piazza Santa Barbara. All’inizio del XX secolo, la Comunità ebraica commissionò un progetto architettonico per la costruzione di una sinagoga.
Progetto di grande pregio
Venne accettato quello dell’architetto ungherese Lipot Baumhorn, il quale realizzò un progetto di grande pregio fondendo diversi stili. La sinagoga fu inaugurata nel 1907. Rimase intatta fino al 1944, salvo occasionali furti, fino a quando un collaboratore dei nazisti fiumano, un certo David Cherbaz, effettuò una rapina e appiccò il fuoco nella sinagoga. I nazisti lasciarono che le fiamme divampassero, ma un forte temporale spense il fuoco, anche se il fumo continuò a fuoriuscire dalla sinagoga per diversi giorni e nessuno si prese la briga di riparare i danni al suo interno. Dopo il 1945, la Comunità ebraica contava a Fiume soltanto una decina di persone, che non avevano i mezzi per recuperare il tempio. Come spiegato da de Canziani, l’Unione delle Comunità ebraiche della Jugoslavia, con sede a Belgrado, decise di vendere, nel 1948, l’edificio e il terreno in cui sorgeva alla città di Fiume. Il materiale edile, ovvero la pietra e i mattoni che la componevano, venne utilizzato per la ricostruzione della città. Finì così la storia, relativamente breve, del grande Tempio israelitico fiumano.

La connazionale Rina Brumini (al microfono), Vivian Špacapan e Theo de Canziani Jakšić. Foto Željko Jerneić

La passeggiata è proseguita verso via Ivan Filipović, con una breve sosta nel cortile della Facoltà d’Economia e della Scuola d’economia, per concludersi nella piccola sinagoga ortodossa, dove la comitiva è stata accolta dalle rappresentanti della Comunità ebraica di Fiume, la connazionale Rina Brumini e Vivian Špacapan. Come riferito da de Canziani, la sinagoga, risalente al 1930, è l’ultimo tempio israelitico costruito nel territorio dell’odierna Croazia.
Conferenza sugli ebrei a Fiume
La tappa nella sinagoga ortodossa si è conclusa con un’interessante conferenza sul tema “Gli ebrei a Fiume 1441-2020”, che ha visto Rina Brumini in veste di relatrice. Tra i vari dati esposti nel corso della conferenza va rilevato il fatto che Fiume vanta numerosi non-ebrei che si sono meritati l’appellativo di “giusto tra le nazioni”, il che vuol dire che hanno salvato dalle persecuzioni naziste almeno un solo ebreo. Inoltre, Fiume è ad oggi l’unica città in Croazia nella quale sono state collocate le cosiddette Pietre d’inciampo per commemorare le famiglie ebree deportate nei campi di concentramento. La prossima passeggiata è in programma sabato venturo, 13 giugno, alle ore 10, in Molo longo, dinanzi al Terminal, e sarà nuovamente guidata da Theo de Canziani Jakšić.

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