Fiume. La bandiera jugoslava presa di mira dai vandali

Tra la settantina di eventi sparsi per tutta la città in occasione di Cec 2020, tra l’altro, seguiti con interesse da una marea di gente, l’installazione “Fiume, i passi nel tempo” allestita in Corso ha suscitato l’attenzione di alcuni “cittadini” che hanno voluto cancellare un pezzo della storia di Fiume. Non è stata la linea del tempo con gli eventi più importanti degli ultimi 116 anni della storia della città a suscitare tanto l’interesse delle persone quando i pannelli su cui erano affisse tutte le bandiere degli Stati che si sono susseguiti nel tempo nel capoluogo quarnerino.
Precisamente è stata presa di mira l’immagine della bandiera dello stato jugoslavo (1945-1990) con la stella rossa che è stata imbrattata con vernice rossa. A due passi dal pannello suddetto, si trovano le bandiere italiana con lo stemma sabaudo e quella della Zona operativa del Litorale adriatico sottoposta alla diretta amministrazione militare tedesca, che non sono state neppure sfiorate. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che hanno individuato i colpevoli che verranno multati per danneggiamento di beni pubblici. Gli organizzatori hanno prontamente inviato gli addetti ai lavori a ripulire il pannello e riportarlo alla suo primaria funzione. Purtroppo, dopo un paio d’ore, l’intervento di una passante ha fermato l’ennesimo atto di vandalismo da parte di un 60.enne che ha (ri)tentato l’azione. Successivamente, dopo l’indimenticabile nottata, pure domenica mattina, lo stesso pannello è stato preso di mira dai vandali per l’ennesima volta.
A rivolgere critiche nei confronti dell’esposizione della bandiera jugoslava sono stati pure l’Associazione degli invalidi di guerra (HVIDRA) e il sindaco di Vukovar Ivan Penava. Per gli invalidi della guerra patria si tratta di una provocazione, mentre il sindaco di Vukovar ha detto che in Croazia che non c’è posto per i simboli dei regimi totalitari.

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