Fiume e Pola le città più digitalizzate

Una veduta su Fiume

In Croazia la digitalizzazione stenta a decollare. Di sforzi per migliorare la situazione se ne stanno facendo di tutti i tipi, ma a livello medio il Paese continua ad essere al ventesimo posto fra gli stati membri dell’Unione europea, ossia non proprio ultimo, ma lontanissimo dalla vetta della graduatoria. Ovviamente non tutte le città del Paese condividono questa sorte, con alcune località dove tutto funziona bene, altre fanno le “belle addormentate” e altre ancora, come Fiume, Spalato e Ragusa (Dubrovnik), dove nell’ultimo periodo si sono fatti dei passi avanti notevoli.
I risultati dello studio, condotto per il terzo anno di fila dai consulenti dall’Apsolon, parlano chiaro. Dopo aver preso in analisi le venti maggiori città del Paese e aver confrontato i dati con quelli dell’anno scorso, la situazione non è migliorata notevolmente. Eppure la crisi generata dal coronavirus ha cambiato le abitudini di lavoro di tantissime persone e aziende, nel settore privato come in quello pubblico, con tutta una serie di nuove tecnologie che ha preso il sopravvento sulle vecchie abitudini. Una maggior digitalizzazione sarebbe dovuta essere una cosa scontata, e invece, non è così.
L’indice DESI, che viene usato dalla Commissione europea per valutare la digitalizzazione dell’economia e della società, mostra come la Croazia sia ancora al 20º posto in classifica, con alle sue spalle Paesi come Slovacchia, Romania e Bulgaria. Sul podio troviamo, invece, la Finlandia, la Svezia e la Danimarca. A voler essere ottimisti questo significa che c’è un ampio margine di miglioramento, con la possibilità di crescere nel campo della digitalizzazione e favorire così tutta una serie di attività, facilitando i servizi per i cittadini. In alcuni casi, però, dove si cresce di più e anche dove si sta già più avanti degli altri, come a Fiume, che in base alle analisi portate avanti dall’Apsolon, risulta al primo posto assoluto in Croazia, fra le città di medie dimensioni, invece, spicca Pola, e fra quelle più piccole, invece, a spuntarla Ragusa (Dubrovnik).
La maggior parte delle Città prese in esame ha fatto vedere dei passi avanti nel processo di digitalizzazione, aumentando qualche servizio o rendendo disponibili nuovi documenti in formato digitale. In qualche caso poi si è passati a pubblicare un maggior numero d’informazioni sui rispettivi siti Internet, oppure ancora a comunicare in modo diretto e digitale con i propri cittadini. Alcuni dettagli vanno però ancora migliorati, perché nella Fiume vincitrice, ad esempio, non c’è problema per ottenere online un certificato di nascita, ma se lo stesso modulo vi serve su modello internazionale, dovrete per forza andare di persona all’Anagrafe. Eppure basterebbe aggiungere questa opzione online e con un click si potrebbe selezionarla.
Un altro dato che può venir interpretato in vari modi è relativo alle City Card. Le Città che hanno adottato questo sistema lo aggiornano costantemente, rendendo disponibili sempre nuovi dati e servizi, continuando a migliorare il prodotto per come questo viene usato dal cittadino. Il problema, però, è che rispetto a un anno fa nessuna nuova Città ha deciso di introdurre questo servizio, limitando di fatto l’espansione della rete a sole quattro (Fiume, Zagabria, Sebenico e Ragusa/Dubrovnik) amministrazioni locali in tutta la Croazia.

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