Fiume. Disoccupazione in aumento

Nel mese di dicembre registrate 6.945 persone senza lavoro

Foto Vjeran Zganec Rogulja/PIXSELL

La disoccupazione continua a crescere, anche se in maniera meno marcata rispetto agli ultimi tre mesi. Dai dati diffusi dall’Ufficio di collocamento e dell’Istituto nazionale di statistica (DZS), nel mese di dicembre nella Regione litoraneo-montana i disoccupati censiti erano stati 6.945 (3.858 donne e 3.087 uomini), ovvero 28 persone in più rispetto a novembre (+0,4%), ma comunque 1.036 in meno rispetto a 12 mesi fa (-13,0%).
Le fasce d’età con il minore tasso di disoccupazione sono quelle medio-giovani: 15-19 (186 unità), 20-24 (622), 30-34 (659), 45-49 (722) e 35-39 (730). Il maggiore tasso di disoccupazione riguarda invece gli ultracinquantenni, con 2.498 persone senza un’occupazione.
In tema d’istruzione, la maggior parte dei disoccupati possiede il diploma di scuola media superiore (2.184 unità) o di un istituto professionale (1.906). Tra coloro che hanno conseguito un titolo universitario ci sono complessivamente 951 persone senza lavoro (545 con una laurea di primo e 406 con una di secondo livello). Sono 982 i disoccupati che hanno terminato soltanto la scuola dell’obbligo, mentre invece sono 377 quelli senza alcun tipo d’istruzione.
L’Ufficio regionale con il maggior numero di disoccupati è Fiume (4.342 unità), seguito dalle sedi dislocate di Abbazia (689), Crikvenica (482), Veglia (423) e Delnice (343), mentre quelli con meno persone in cerca di un lavoro sono gli uffici di Vrbovsko (117), Čabar (125), Arbe (189) e Cherso-Lussino (235). Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, la riduzione più accentuata della disoccupazione si registra a Vrbovsko (-37,4%), Delnice (-23,1%), Cherso-Lussino (-21,1%), Arbe (-19,6%), Crikvenica (-18,7%) e Veglia (-15,7%).
Tra i 6.945 inattivi censiti nel mese di dicembre, 830 non hanno mai avuto un’esperienza lavorativa, mentre gli altri 6.115 hanno avuto almeno un impiego in precedenza. Tra questi, la maggior parte ha lavorato nel settore alberghiero e nei servizi di ristorazione (1.335, 21,8%), presso esercizi commerciali (1.001, 16,4%), nell’industria manifatturiera (782, 12,8%), nei servizi amministrativi (493, 8,1%) e nel settore edile (417, 6,8%).

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