Fiume. Covid e turismo: tra luci e ombre

Gli alberghi e gli ostelli fiumani sono stati duramente colpiti dall’emergenza sanitaria. Ora si confida nella riapertura dei confini per cercare di salvare il salvabile

Foto Ivor Hrlejanović

Con l’allentamento delle misure di contenimento che, tra le altre, ha visto una liberalizzazione molto cauta per gli esercizi di ristorazione, delle rivendite e dei centri commerciali ora, nella seguente tornata, sempre nel rispetto delle rigide norme di sicurezza e di limitazione degli spostamenti, a Fiume verranno riaperti gli alberghi, cosa che peraltro Abbazia ha già fatto.
Purtroppo, il progetto legato alla Capitale europea della Cultura, che avrebbe dovuto portare all’ombra della Torre civica orde di turisti, è andato in fumo ed ora gli albergatori, i proprietari degli ostelli e gli affittacamere stanno correndo ai ripari nel tentativo di salvare il salvabile dopo che hanno dovuto chiudere forzatamente le rispettive strutture ricettive.
Boom di prenotazioni in inverno
La catena alberghiera Jadran Hoteli, la più grande nel comparto sul territorio cittadino, ha sospeso i propri servizi nella seconda metà del mese di febbraio, escluso l’albergo Continental che ha chiuso a cavallo tra febbraio e marzo quando gli ultimi ospiti hanno lasciato la struttura. “Poi c’è stato il lockdown completo, sono stati sbarrati i confini e sospesi i viaggi all’interno del Paese – spiega Damir Balenović, responsabile marketing e delle vendite della società –. Abbiamo dovuto riorganizzarci molto rapidamente per cercare di superare al meglio questo periodo imprevisto che ha praticamente bloccato tutte le attività alberghiere e turistiche. Basti pensare che il nostro calendario delle prenotazioni, in tutte le strutture aperte nei mesi invernali, era praticamente pieno. Purtroppo, tutto è stato annullato e per ora vedremo come e se andrà avanti la stagione”.
La Jadran Hoteli dispone di tre alberghi, ossia Continetal, Neboder e Jadran, del motel Lucija a Kostrena, del villaggio turistico Uvala Scott e del campeggio Oštro a Kraljevica. Al momento sono tutti chiusi.

L’albergo Neboder a Sušak. Foto Ivor Hreljanović

Covid motel
Con la distensione delle misure restrittive, tra poco, come fattoci sapere dal dirigente, il primo ad aprire sarà l’albergo Continental, e più precisamente lunedì prossimo, mentre le altre strutture ricettive saranno a disposizione degli ospiti a partire dal 1º giugno.
“Per superare questo difficile momento – prosegue Balenović – con le entrate praticamente azzerate, abbiamo deciso immediatamente di usufruire degli incentivi statali d’emergenza per evitare i licenziamenti. Tutti i dipendenti hanno usufruito delle ferie e giornate libere e, una volta rientrati al lavoro, i loro compiti sono leggermente cambiati. Nella maggioranza delle nostre strutture sono stati effettuati interventi di verniciatura di camere, ristoranti, cucine e altri vani, sono state fatte verifiche di tutti gli impianti elettrici ed eseguiti lavori di manutenzione ordinaria e infine una vasta opera di sanificazione di tutte le stanze e appartamenti. Al motel Lucija, prima della chiusura, erano in corso interventi edili per il salto di una categoria. Poi è stato dato in gestione, quale struttura per la quarantena, alla Protezione civile regionale per accogliere i contagiati da Covid-19 con quadro clinico non grave. Il motel ci è stato, per così dire, restituito, a metà aprile e dopo la disinfestazione, i lavori sono ripresi. Speriamo di riuscire a terminare il tutto nei tempi previsti e quindi ad aprirlo come pianificato.
Le altre strutture sono quasi pronte per venire aperte e accogliere i primi ospiti che, speriamo arrivino per salvare almeno in parte la stagione turistica appena iniziata”.
Da segnalare infine che è chiuso pure l’albergo Bonavia, di proprietà del consorzio Plava Laguna di Parenzo. La società non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione in merito né rivelare la data della riapertura.

L’albergo Neboder a Sušak. Foto Ivor Hreljanović

Capitolo ostelli
Anche se con un capacità ricettiva ridotta del 50%, l’ostello “1W – One World, One Beat” ha comunque aperto le sue porte. “Seguiamo molto attentamente tutte le direttive dell’Istituto nazionale di salute pubblica e del Comando della Protezione civile – spiega il proprietario Nicola Capobianco –. Abbiamo dovuto dimezzare le capacità ricettive per garantire il distanziamento fisico e quindi nei dormitori ci sono meno persone, molte delle quali sono ora sistemate singolarmente nei letti a castello. Le stanze private sono anche in funzione, però abbiamo una pulizia più rigorosa, ovvero va fatta due volte al giorno. Per quanto riguarda la cucina invece, qui ci può stare una sola persona alla volta. Dopo aver cucinato tutto lo spazio viene sanificato prima dell’uso di un altro ospite. Abbiamo assicurato un bagno per ogni stanza in modo che ci sia meno afflusso di persone in uno stesso spazio e in contemporanea. Per quanto riguarda la presenza degli ospiti, ci sono al momento per lo più persone nostrane. Non ci sono ancora prenotazioni da parte di stranieri come negli anni precedenti. Siamo tutti in attesa di vedere come andranno le cose anche con la riapertura dei confini”.
Dal punto di vista delle misure di sicurezza sanitaria, Nicola Capobianco spiega che in caso di ospiti stranieri, questi verranno sottoposti a vari controlli all’entrata in Croazia. “Se non hanno alcun sintomo della malattia devono attenersi soltanto alle norme imposte dall’Istituto di salute pubblica. Il personale invece fa uso di mascherine e guanti. Non potranno esserci assembramenti e ‘chiacchierate’ negli spazi che prima erano di uso comune. Purtroppo al momento è così e poi si vedrà. Da quanto abbiamo saputo dall’Hostel World, mediante il quale abbiamo ogni anno le prenotazioni, il consiglio alla popolazione è quello di fare le vacanze quest’anno rimanendo nella propria nazione, per evitare che nascano nuovi focolai. Malgrado tutto siamo comunque ottimisti e speriamo che fino a luglio o agosto cambino le cose”, conclude Nicola Capobianco.
Regole ben precise
Anche il Botel Marina ha accolto i primi ospiti e lo ha fatto già la scorsa settimana. “Seguendo le direttive nazionali, abbiamo aperto il Botel con tanto di ristorante e caffè bar – spiega Rene, il receptionist –. Si tratta per lo più di ospiti croati che provengono dalle isole. Per giugno e luglio ci sono già delle prenotazioni, ma nel frattempo alcune sono state cancellate perché si pensa che i confini potrebbero rimanere chiusi ancora per un bel po’. Gli ospiti sanno tuttavia che all’ingresso nel botel devono seguire delle regole ben precise. Non hanno però l’obbligo di usare mascherine e guanti come il personale, il pagamento viene fatto online, come pure la consegna dei documenti, in modo che non ci sia alcun contatto tra noi e loro. Non c’è più la colazione a buffet, ma gli interessati scelgono il giorno prima ciò che vogliono mangiare e lo ricevono servito il mattino successivo a tavola”.

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