Fiume. Arrestato l’aggressore del 70.enne serbo

La vittima Dobrivoje Arsić

È stato arrestato l’uomo che martedì sera ha aggredito un 70.enne a Viškovo, nell’entroterra di Fiume, colpendolo diversi volte sul petto e sulla testa e insultandolo a sfondo razziale (“Serbo di m…”). La notizia è stata resa nota dal ministro dell’Interno, Davor Božinović, in persona, a dimostrazione che il governo ha deciso di dare una risposta tempestiva ed efficace agli ultimi episodi di violenza contro gli appartenenti alla minoranza serba che vivono sul suolo croato. Venerdì, ricorderemo, sono stati arrestati anche due giovani che mercoledì sera avevano picchiato alcuni avventori di due bar nei pressi di Knin, alle spalle di Sebenico, dove cittadini di nazionalità serba stavano guardando in televisione una partita di Champions League con in campo la Stella Rossa di Belgrado (cinque i feriti medicati al Pronto soccorso, tra cui due minori).
La Questura di Fiume ha confermato la notizia, senza però rendere noti altri dettagli. L’uomo aggredito è il 70.enne Dobrivoje Arsić, il cui caso aveva portato il deputato serbo al Parlamento di Zagabria, Milorad Pupovac, a convocare una conferenza stampa. “Forse qualcuno non è stufo, ma noi serbi non ne possiamo più”, ha detto il membro del’SDSS, scagliandosi poi contro le massima autorità croate: “Non voglio nominare i membri del Parlamento europeo, i ministri e i rappresentanti diplomatici che nell’ultimo periodo hanno violato a ripetizione la Costituzione e le leggi croate esaltando il regime ustascia – ha proseguito Pupovac –, però basta vedere i vari comizi che vengono organizzati davanti alla sede del Consiglio nazionale dei serbi qui nella Capitale, nel corso dei quali il saluto ‘Za dom spremni’ viene urlato a squarciagola senza che nessuno prenda provvedimenti”. “Per noi serbi questo saluto non può essere giustificato in alcun modo e mai lo sarà – ha aggiunto Pupovac –. Se è stato usato durante la Guerra della prima metà degli anni ’90 è un problema di quell’epoca, ma oggi è assolutamente fuori luogo farne uso e chi non vuole spiegare cosa significhi esattamente ha delle intenzioni pericolose o semplicemente non ha il coraggio di farlo”, ha concluso il deputato serbo.
La condanna per gli episodi di violenza contro i serbi in Croazia sono arrivate dal premier Plenković (“Spero che la giustizia sia veloce”) e dal presidente del Parlamento Gordan Jandroković (“Bene la Polizia che ha intrapreso tutti i passi necessari per fare luce completa sull’accaduto”), mentre la presidente Kolinda Grabar-Kitarović, ormai in piena campagna elettorale per le Presidenziali nonostante non abbia ancora ufficializzato la propria candidatura, ha dichiarato: “Commenterò i fatti di Knin quando riceverà un rapporto dettagliato della Polizia”.

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