Dal 1° gennaio 2026 tredici tra comuni e città della Croazia modificheranno le aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Su un totale di 556 enti locali, la maggioranza ha scelto di mantenere invariata la pressione fiscale, mentre un gruppo ristretto ha optato per riduzioni significative o, al contrario, per aumenti delle aliquote. Una tra le le diminuzioni più marcate si registra a Fiume.
I dati emergono dalla tabella aggiornata pubblicata dall’Amministrazione fiscale croata, che riassume le aliquote dell’imposta annuale sul reddito per il 2026 sulla base delle decisioni pubblicate nella Gazzetta ufficiale entro il 15 dicembre.
Forti riduzioni nelle località turistiche
Tra i centri urbani più rilevanti spicca Fiume, che dal primo giorno del 2026 applicherà un’aliquota inferiore del 20 per cento e una superiore del 25 per cento. Rispetto alle aliquote attualmente in vigore, pari al 22 e al 32 per cento, si tratta di una riduzione rispettivamente di due e sette punti percentuali.
Scelte ancora più incisive arrivano da Civljane e Novalja sull’isola di Pola, che sostituiranno le attuali aliquote del 20 e 30 per cento con nuove soglie del 15 e 25 per cento. La riduzione, in entrambi i casi, è di cinque punti percentuali per ciascuna aliquota, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il carico fiscale sui redditi da lavoro e aumentare l’attrattività dei territori.
Interventi al ribasso sono stati decisi anche dal comune di Otok, nella Contea di Spalato e della Dalmazia, che passerà da 20 e 30 per cento a 17 e 27 per cento. Una scelta analoga è stata compiuta da Nova Rača, mentre la città di Vrlika applicherà dal 2026 aliquote del 18 e 28 per cento, rispetto alle attuali del 20 e 30 per cento. Fa eccezione parziale Tučepi, che ha mantenuto invariata l’aliquota superiore al 30 per cento, riducendo però quella inferiore dal 20 al 17 per cento.
Cinque enti locali aumentano la pressione fiscale
Sul fronte opposto, cinque unità di autogoverno locale hanno deciso di incrementare il prelievo sui redditi. Trnovec Bartolovečki manterrà l’aliquota superiore al 30 per cento, ma innalzerà quella inferiore dal 18 al 20 per cento. Daruvar, sempre con l’aliquota massima ferma al 30 per cento, aumenterà la soglia inferiore di un punto, portandola al 21 per cento.
Beli Manastir introdurrà dal 2026 un’aliquota inferiore del 21 per cento e una superiore del 27 per cento, rispetto agli attuali livelli del 20 e 25 per cento. Incrementi di un punto percentuale per entrambe le aliquote sono stati decisi anche da Ivanić Grad, che passerà al 21 e 31 per cento, e da Pula, che applicherà aliquote del 22 e 32 per cento.
Il caso più rilevante è quello di Veliko Trojstvo, dove le aliquote saliranno al 20 e 30 per cento, con un aumento di 2,5 punti percentuali rispetto agli attuali livelli del 17,5 e 27,5 per cento.
Le regole del nuovo sistema dopo l’abolizione del sovrimposta
L’aliquota inferiore si applica ai redditi annui fino a 60.000 euro lordi, equivalenti a 5.000 euro mensili, mentre quella superiore riguarda la quota eccedente tale soglia. Dal 2024, con l’abolizione del sovrimposta comunale, le unità di autogoverno locale possono determinare autonomamente le aliquote dell’imposta sul reddito, entro limiti stabiliti dalla legge.
Le decisioni devono essere adottate entro la fine di novembre e pubblicate nella Gazzetta ufficiale, con entrata in vigore il 1° gennaio dell’anno successivo. In assenza di una delibera, si applicano automaticamente le aliquote standard del 20 per cento fino a 60.000 euro e del 30 per cento sulla parte eccedente.
La normativa fissa inoltre margini differenziati: i comuni possono stabilire un’aliquota inferiore tra il 15 e il 20 per cento e una superiore tra il 25 e il 30 per cento; i centri urbani più piccoli hanno limiti leggermente più ampi, mentre le grandi città e i capoluoghi di contea possono spingersi fino al 22 per cento per l’aliquota inferiore e al 32 per cento per quella superiore. Per Zagabria il tetto massimo sale ulteriormente, fino al 23 e 33 per cento.
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