Fiume, violenze al corteo antifa: cinque arresti

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Fiume, violenze al corteo antifa: cinque arresti
La marcia antifascista domenica 30 novembre a Fiume. Foto: Goran Kovacic/PIXSELL

Cinque persone sono state arrestate dalla polizia per comportamenti illeciti durante e dopo la marcia “Uniti contro il fascismo” a Fiume, che domenica 30 novembre ha riunito circa 2mila persone. La manifestazione, organizzata per lanciare un forte messaggio contro la crescita delle tendenze violente ed estremiste nella società, è stata segnata da due distinti episodi di aggressione compiuti da gruppi di giovani mascherati.

Il primo incidente è avvenuto in Piazza Adria poco prima dell’avvio del corteo. Circa una trentina di giovani, per lo più mascherati, ha preso di mira i partecipanti con insulti e petardi. La polizia è intervenuta per allontanare il gruppo, respingendolo verso via Ciotta.

Un secondo episodio si è verificato dopo la conclusione dell’evento. Alcuni individui vestiti di nero hanno lanciato bengala accesi contro persone riunite in un bar sul ponte dell’albergo Continental. Gli aggressori sono poi fuggiti, mentre la polizia è arrivata sul posto pochi minuti dopo.

In un comunicato ufficiale, la polizia ha dichiarato di aver ripreso l’intera marcia in conformità con la normativa vigente e di aver identificato un numero significativo di persone coinvolte nei comportamenti illeciti.

“Attualmente cinque persone sono in stato di fermo e sono sottoposte a indagine”, ha reso noto la polizia, confermando che le violazioni riguardano sia il disturbo alla quiete pubblica sia l’attacco con materiale pirotecnico al termine del raduno.

Gli organizzatori accusano: «La polizia non ha garantito la sicurezza»

Molto critiche le parole dell’Iniziativa “Građanke i građani Rijeke” (Cittadine e cittadini di Fiume), organizzatrice del marcia. In conferenza stampa, la portavoce Ana Jurčić ha parlato di “gravi omissioni” da parte della polizia.

Secondo gli organizzatori, gli agenti avrebbero tollerato un “raduno non autorizzato e violento” di un gruppo che avrebbe urlato slogan vietati, tra cui il saluto ustascia, e lanciato petardi verso i partecipanti, ferendo anche un minore. Jurčić ha aggiunto che, dopo il corteo, un membro dello stesso gruppo avrebbe lanciato un ordigno incendiario contro i presenti, causando almeno un ferito.

“Queste persone erano chiaramente consapevoli di violare la legge, tanto da presentarsi con passamontagna per evitare l’identificazione”, ha affermato.

Annunciate denunce e richieste di verifica interna

L’Iniziativa presenterà denunce penali e amministrative contro gli aggressori e invierà un rapporto alla Direzione generale della polizia per chiedere una verifica del comportamento degli agenti. Inoltre, verrà informata anche il difensore civico affinché valuti eventuali irregolarità nell’operato delle forze dell’ordine.

La polizia, da parte sua, ha ribadito che le attività investigative proseguono e che il pubblico verrà informato su ogni ulteriore sviluppo.

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