Finlandia e Svezia nella Nato. Croazia, lo scontro Presidente-governo

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Finlandia e Svezia nella Nato. Croazia, lo scontro Presidente-governo

Entrata nella Nato di Finlandia e Svezia. In Croazia il Presidente Zoran Milanović, ha dichiarato che porrà il veto al prossimo summit dell’Alleanza atlantica e lo farà fino a quando “non sarà risolto il problema della Legge elettorale in Bosnia ed Erzegovina che favorisce uno dei tre popoli costituzionali, a scapito dei croati”. Dall’altra parte c’è il governo con un parere diametralmente opposto: infatti sostiene incondizionatamente l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato. In merito a questa faccenda ieri i giornalisti, prima dell’avvio della riunione di governo, hanno voluto sentire il parere del ministro degli Affari esteri ed europei Gordan Grlić Radman che, però, ha glissato sulla domanda. Poi è arrivata una nota del suo dicastero. “L’Ambasciatore riceve istruzioni dal Ministero degli Affari esteri ed europei e sono sicuro che ascolterà e prenderà in considerazione il parere responsabile in conformità con gli obblighi della Croazia nella Nato e il sostegno alla politica delle porte aperte”, ha affermato Grlić Radman. Tuttavia, non ha risposto alla domanda su cosa potrebbe accadere se il Presidente della Repubblica dovesse dare istruzioni opposte in quanto co-creatore della politica estera. Ci ha pensato il Ministero a diffondere un comunicato per chiarire le idee. “L’Ambasciatore croato alla Nato seguirà le indicazioni date dal Ministero degli Esteri”, si rileva nella nota. “L’Ambasciatore agirà in base agli interessi nazionali e sono sicuro che anche al Capo dello Stato
sia chiaro quanto l’allargamento della Nato sia nell’interesse della Croazia”, aveva detto in precedenza Grlić Radman, secondo il quale collegare l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato con le modifiche alla Legge elettorale in Bosnia ed Erzegovina sia “una sorta di ricatto psicologico”. “Il governo sta facendo di tutto affinché sia conseguita l’uguaglianza dei croati in Bosnia ed Erzegovina, ma questo è un processo diverso e richiede un trattamento diverso. Non puoi ricattare la comunità internazionale con questa questione”, ha affermato.
Secondo Grlić Radman “con un tale comportamento il Capo dello Stato non fa altro che arrecare danno alla Croazia, mettendo in pericolo la reputazione del Paese trasformandola in uno Stato problematico. E poi il governo deve aggiustare la situazione “, ha detto. “Ora stiamo risolvendo problemi che nessun governo prima di quello guidato da Plenković ha affrontato”, ha aggiunto ancora il capo della diplomazia croata.

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