Festa dei pallamanisti, Plenković: «Il governo ha fatto ciò che il popolo voleva»

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Festa dei pallamanisti, Plenković: «Il governo ha fatto ciò che il popolo voleva»
Il premier Andrej Plenković. Foto: Neva Zganec/PIXSELL

Dopo le polemiche seguite al grande evento di accoglienza della nazionale di pallamano a Zagabria, il premier Andrej Plenković è intervenuto oggi, martedì 3 febbraio, per difendere l’operato del governo e replicare duramente alle accuse del sindaco Tomislav Tomašević. Al centro dello scontro, la gestione del ricevimento ufficiale degli atleti e il ruolo del cantante Marko Perković Thompson, finito nel mirino dell’amministrazione cittadina.
La replica del primo ministro arriva poche ore dopo la conferenza stampa di Tomašević, che aveva sostenuto che l’Hdz “controlla Thompson e lo usa da un anno per destabilizzare il governo cittadino”. Il sindaco ha inoltre annunciato che l’Assemblea della Città di Zagabria presenterà alla Corte costituzionale una richiesta di verifica della legittimità della decisione governativa sul ricevimento, così come una richiesta di valutazione del Piano urbanistico. In caso di silenzio della Corte, ha avvertito, si andrà al referendum.

«Un momento di orgoglio nazionale»

Nel suo intervento, Plenković ha prima fatto riferimento a un incontro di coalizione, per poi soffermarsi sull’evento in piazza, che a suo dire si è svolto senza problemi e con una partecipazione imponente.

“L’enorme numero di persone presenti in piazza ha dimostrato che il governo ha fatto l’unica cosa possibile e responsabile: unire lo straordinario successo degli sportivi con il desiderio dei cittadini di condividere un momento di orgoglio nazionale”, ha dichiarato il premier, citato dall’emittente N1. Plenković ha elogiato l’atmosfera “tifosa e patriottica” e ha ringraziato i ministeri coinvolti per l’organizzazione.

Secondo il capo del governo, eventi di questo tipo devono essere gestiti dalle istituzioni. “È compito dello Stato organizzare questi ricevimenti”, ha ribadito.

«Paranoia che non capisco»

Alla domanda diretta sull’eventuale influenza del governo sulla scaletta musicale di Thompson, Plenković ha respinto le accuse parlando apertamente di “paranoia” all’interno del movimento Možemo!, di cui Tomašević è un esponente di spicco.

“Pensano che l’Hdz o io personalmente stiamo combattendo contro di loro strumentalizzando Thompson. Non so davvero perché lo credano”, ha detto. Il capo del governo ha raccontato di aver detto telefonicamente a Tomašević che l’unico obiettivo era replicare la festa dell’anno precedente. “I giocatori chiedono canzoni che li motivino, che li facciano volare in campo”, ha aggiunto, ironizzando sul fatto che le nazionali croate spesso ascoltano anche artisti come Mile Kekin (marito della parlamentare di Možemo, Ivana Kekin, ndr) prima delle partite.

Plenković ha parlato di una “lettura completamente sbagliata della realtà” da parte della sinistra cittadina, accusandola di ipocrisia e di applicare doppi standard. “Questa è una lotta immaginaria contro il fascismo”, ha detto senza mezzi termini.

Lo scontro istituzionale

Il premier ha poi criticato la scelta della Città di politicizzare l’evento sportivo. “Cosa avremmo dovuto fare, ignorare l’entusiasmo del popolo e il successo dei nostri atleti?”, si è chiesto, sostenendo che ora la sinistra stia cercando di presentare “reclami politici” dopo aver perso l’occasione di essere dalla parte dei cittadini.

Plenković ha anche minimizzato l’iniziativa di portare la questione davanti alla Corte costituzionale. “Possono fare quello che vogliono. I cani abbaiano, la carovana passa”, ha affermato, ricordando che la medaglia di bronzo è arrivata domenica e il ricevimento si è tenuto lunedì. “Forse dovrebbero riflettere un po’ su quello che stanno facendo”.

Infine, il primo ministro ha sottolineato che l’amministrazione locale non può limitare attività di carattere nazionale. “Zagabria è la capitale di tutta la Croazia. In situazioni come questa, lo Stato ha il diritto e il dovere di intervenire, soprattutto quando la città si tira indietro”, ha concluso.

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