Dopo che il giudice istruttore del Tribunale regionale di Fiume ha disposto martedì 9 dicembre, su proposta del Pubblico ministero, un mese di fermo preventivo nei confronti del 24enne Fran Brnelić di Fiume, sospettato di avere ucciso a coltellate, in una palazzina residenziale in Piazza della Repubblica, la sua fidanzata Romina Vlašimsky, di 22 anni, di Buccari, proseguono senza sosta le indagini volte a scoprire il movente di uno dei casi di femminicidio più gravi avvenuti nel capoluogo quarnerino negli ultimi anni.
Un caso che, per dinamica e brutalità, ha sollevato numerosi interrogativi e acceso il dibattito pubblico sulla violenza di genere. Le motivazioni del gesto di Brnelić restano ancora oscure.
Durante l’interrogatorio in Procura, il 24enne avrebbe dichiarato di avere consumato “grandi quantità di droga” la notte precedente e di avere udito una sorta di “voce interiore” che lo spingeva a farsi del male e ad agire contro la sua volontà. Secondo fonti vicine all’indagine – scrive il portale Burin.hr –, gli investigatori ritengono plausibile che il giovane fosse sotto l’effetto di cocaina, sostanza che avrebbe consumato occasionalmente da circa un anno. Chi lo conosce descrive infatti un ragazzo generalmente introverso e tranquillo, ma incline a cambiamenti di comportamento e atteggiamenti più aggressivi quando sotto l’influsso di stupefacenti. Gli esperti psichiatri incaricati dal Tribunale dovranno ora valutare il suo stato di coscienza, l’eventuale condizionamento da sostanze e il livello di imputabilità al momento del delitto.
Tra le domande che restano aperte c’è quella sul possibile movente. La coppia avrebbe dovuto partire proprio quel giorno per un viaggio romantico a Verona, già comunicato dal ragazzo ad alcune persone a lui vicine. Al momento, tuttavia, gli investigatori non hanno individuato un elemento scatenante chiaro che possa spiegare il passaggio improvviso alla violenza. Il giudice istruttore ha accolto la richiesta della Procura e disposto la custodia cautelare per Brnelić, ravvisando il rischio di reiterazione del reato e la gravità delle circostanze.
Il giovane, barbiere in un salone del centro cittadino, è accusato di omicidio aggravato e femminicidio, reati che in Croazia prevedono pene comprese tra i 10 e i 40 anni di reclusione. Durante il sopralluogo nell’appartamento al quarto piano dell’edificio teatro del delitto, gli investigatori hanno sequestrato i due coltelli ritenuti compatibili con l’aggressione. Brnelić, dopo i fatti, si sarebbe chiuso in casa tentando superficialmente di ferirsi, riportando solo lesioni di natura leggera.
Romina Vlašimsky avrebbe compiuto 23 anni il 15 dicembre. Il suo funerale, celebrato oggi, mercoledì 10 dicembre, ha raccolto il cordoglio di familiari, amici e cittadini profondamente colpiti da una tragedia che ha riacceso il dibattito sui femminicidi e sulla prevenzione della violenza di genere.
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