Femminicidi in Croazia, chieste le dimissioni di due ministri

L'allarme lanciato dalla Rete femminile della Croazia (Ženska mreža Hrvatske) scuote il Governo

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Femminicidi in Croazia, chieste le dimissioni di due ministri
Foto: Sasa Miljevic/PIXSELL

L’allarme lanciato dalla Rete femminile della Croazia (Ženska mreža Hrvatske) scuote il Governo: nel corso di quest’anno, ben 19 donne sono state uccise in Croazia. Secondo l’organizzazione, l’Esecutivo non sarebbe riuscito a garantire un quadro legislativo e strategico efficace per la loro protezione, una lacuna che ha portato alla richiesta di dimissioni immediate del ministro della Famiglia e delle Politiche sociali, Marin Piletić, e del ministro degli Affari interni, Davor Božinović.

“L’analisi dei femminicidi in Croazia mostra da anni che nella maggior parte dei casi esistevano precedenti denunce di violenza, minacce e schemi di controllo. Le donne avevano messo in guardia sul pericolo, ma le istituzioni non hanno reagito in modo tempestivo né coordinato”, si legge nel comunicato stampa della Rete femminile della Croazia.

L’organizzazione sottolinea un punto cruciale, basato sugli standard internazionali: il femminicidio è prevedibile e prevenibile quando il sistema funziona. Nonostante gli obblighi derivanti dalla Convenzione di Istanbul e dalla nuova Direttiva UE sulla lotta contro la violenza sulle donne, il Governo croato, a loro avviso, non ha saputo istituire un’efficace cornice strategica e legale.

Per la Rete femminile, il numero scioccante di 19 donne uccise è motivo sufficiente per chiedere un atto di responsabilità politica e le dimissioni dei ministri Piletić e Božinović.

Nel comunicato, viene sollevata una domanda diretta e impellente al Governo: “Cosa è necessario perché venga adottata una strategia contro tutte le forme di violenza sulle donne?”. Questa strategia dovrebbe includere misure concrete ed efficaci per la prevenzione, la valutazione del rischio, una punizione adeguata per gli autori e un quadro finanziario chiaro per la sua attuazione. Viene inoltre richiesta l’adozione di una legge specifica che protegga le donne da tutte le forme di violenza di genere.

Ribadendo che il femminicidio può essere fermato in presenza di un sistema funzionante, la Rete denuncia che le organizzazioni che lavorano con le donne vittime di violenza propongono da anni misure di prevenzione concrete, che il Governo continua ad ignorare.

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