Fare cultura per unire persone, territori e generazioni

Il bilancio di fine anno di Edvino Jerian, presidente dell’Università Popolare di Trieste che nel 2025 ha celebrato due importanti anniversari

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Fare cultura per unire persone, territori e generazioni
Edvino Jerian Foto Goran Ziković

“Il 2025 è stato un anno che ha ribadito con forza il ruolo dell’Università Popolare di Trieste come ponte culturale tra la nostra città, l’Unione Italiana e le Comunità Italiane dell’Adriatico orientale. Un legame storico, vivo e dinamico, che da sessant’anni rappresenta una delle missioni più profonde del nostro Ente.

Collaborazione

La collaborazione con le Comunità degli Italiani in Slovenia, Croazia, Montenegro e Serbia è stata ancora una volta al centro del nostro lavoro. In sinergia con l’Unione Italiana, con il Ministero degli Affari Esteri e con la Regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo proseguito con determinazione un impegno che tutela la lingua, la cultura e l’identità italiana autoctona.

Nel corso dell’ultimo anno abbiamo sostenuto borse di studio e percorsi formativi per studenti e giovani delle Comunità Italiane; corsi di aggiornamento e perfezionamento per docenti e operatori culturali; la fornitura di libri di testo alle scuole italiane dei territori coinvolti; una rete articolata di iniziative culturali rivolte a studenti, professori e associati delle sedi comunitarie; i principali mezzi d’informazione in lingua italiana: l’Edit di Fiume e RTV Capodistria, veri presìdi identitari da difendere e rafforzare.

Il nostro intento è stato – e continuerà a essere – quello di garantire continuità culturale, sostenere le nuove generazioni, alimentare il senso di appartenenza e consolidare il legame storico e umano con la madrepatria. La sfida dei prossimi anni sarà unire memoria e innovazione, offrendo alle Comunità strumenti digitali moderni senza perdere il rigore della verità e delle nostre radici.

Una città che cresce con la cultura

Parallelamente, il 2025 ha rappresentato per Trieste un anno di conferme e di nuove responsabilità. È una città che vanta livelli di istruzione superiori alla media nazionale, ma che presenta ancora un divario educativo importante: il 42% della popolazione si ferma alla terza media. In un’epoca segnata da trasformazioni digitali profonde, questa fragilità rende ancora più urgente un impegno costante nella formazione permanente.

L’Università Popolare di Trieste ha risposto potenziando corsi, conferenze, attività culturali e percorsi trasversali che hanno coinvolto migliaia di cittadini. Ogni persona che ha scelto di partecipare a un nostro evento ha compiuto un atto di fiducia: la fiducia che la cultura serva, che il dialogo sia possibile, che la comunità possa crescere attraverso la conoscenza.

Una rete sempre più solida

Anche a livello locale abbiamo rafforzato la nostra presenza nel sistema culturale ed educativo cittadino. Nel 2025 si sono consolidate le partnership con ITIS, Civici Musei, Teatro Rossetti, La Contrada, fino al nuovo protocollo con Confartigianato che valorizza i mestieri del saper fare e orienta i giovani verso nuovi percorsi professionali.

Queste collaborazioni costruiscono una Trieste che educa, che innova, che ascolta. Una città che mette in rete le sue energie e che usa la tecnologia come strumento per connettere, non per isolare.

Un ponte culturale che guarda avanti

Dalle coste dell’Adriatico orientale fino alle sale dei nostri corsi in città, l’Università Popolare di Trieste ha confermato nel 2025 la propria identità: un laboratorio di civiltà, una casa della formazione, un ponte tra comunità, un luogo in cui memoria e futuro dialogano ogni giorno.

Sappiamo che una comunità cresce non solo con infrastrutture e numeri, ma attraverso la qualità delle persone, delle relazioni e dell’educazione che le istituzioni sanno offrire.
Per questo il nostro impegno resta immutato: fare cultura per unire persone, territori e generazioni.

È da questa certezza che continueremo a ripartire, augurandovi un sereno Natale e un felice Anno Nuovo”.

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