Falsi allarmi bomba, identificato un responsabile a Ragusa (Dubrovnik)

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Falsi allarmi bomba, identificato un responsabile a Ragusa (Dubrovnik)
Foto: Dusko Jaramaz/PIXSELL

ZAGABRIA | È stato identificato l’autore di una delle numerose false segnalazioni di bomba che negli ultimi giorni stanno interessando la Croazia. Si tratta di un uomo di 50 anni di Ragusa (Dubrovnik) che, in stato di ebbrezza, ha telefonato lunedì scorso intorno a mezzogiorno, annunciando la presenza di un ordigno in due scuole della città.
Secondo quanto riferito dalla Polizia della Regione di Ragusa (Dubrovnik) e della Narenta (Neretva), gli agenti sono intervenuti immediatamente, effettuando le verifiche negli istituti scolastici indicati. Al termine delle ispezioni, è stato accertato che si trattava di un falso allarme. Nei confronti dell’uomo è ora in corso il procedimento da parte delle autorità.

Oggi nuove segnalazioni a Zagabria

L’episodio si inserisce in un’ondata più ampia di segnalazioni analoghe. Nella mattinata di ieri, infatti, nuove telefonate hanno riguardato diverse scuole di Zagabria, dove la Polizia è intervenuta per verificare la situazione. Le autorità invitano alla calma, sottolineando che ogni segnalazione viene trattata con la massima urgenza ma senza motivo di panico.

Un fenomeno in crescita

Il fenomeno dei falsi allarmi ha assunto dimensioni rilevanti: tra questa e la settimana scorsa si stima che siano state inviate oltre 500 segnalazioni in cinque giorni, colpendo scuole, asili, centri commerciali e persino l’aeroporto di Spalato. Tutti i casi finora verificati si sono rivelati infondati, ma hanno comunque comportato evacuazioni e interventi delle forze dell’ordine.

Indagini internazionali

Il ministro dell’Interno Davor Božinović, ha ribadito che ogni minaccia viene considerata credibile fino a prova contraria. Le indagini sono in corso anche a livello internazionale, con un rafforzamento della cooperazione tra le autorità europee attraverso strumenti investigativi comuni, per individuare eventuali responsabili e fermare la catena di falsi allarmi.

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