Facoltà di Economia di Fiume, 65 anni di eccellenza

Seduta solenne al Teatro Nazionale Croato «Ivan de Zajc» in occasione dell'importante anniversario, alla presenza del presidente della Repubblica Zoran Milanović

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Facoltà di Economia di Fiume, 65 anni di eccellenza

FIUME

Fondata nel 1961, la Facoltà di Economia di Fiume (EFRI) festeggia quest’anno il 65º anniversario della sua fondazione. Lo Stato e le autorità cittadine e regionali hanno riconosciuto l’importanza di quest’importante ricorrenza e i loro rappresentanti hanno partecipato alla seduta solenne organizzata dallo stesso istituto universitario e tenutasi ieri nella bella cornice del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc”. Oltre all’ospite d’onore, il presidente della Repubblica Zoran Milanović, hanno partecipato alla cerimonia il ministro delle Finanze Tomislav Ćorić e il deputato Josip Ostrogović, qui presente anche in rappresentanza del presidente del Sabor. A nome dell’amministrazione locale erano presenti la sindaca di Fiume Iva Rinčić e il presidente della Regione litoraneo-montana Ivica Lukanović. Oltre al preside dell’EFRI, Saša Drezgić, alle congratulazioni si è unito anche il rettore dell’Università degli Studi del capoluogo quarnerino, Goran Hauser.
I discorsi sono stati intervallati da esecuzioni musicali ed è stato presentato un video promozionale della Facoltà in lingua inglese. Al termine della cerimonia, sono stati consegnati riconoscimenti alle persone e alle aziende che hanno contribuito maggiormente alla promozione e all’attività della struttura universitaria.

Il contributo sociale
A prendere per primo la parola è stato il preside Drezgić. “In modi differenti abbiamo influito sulla nostra società tramite decine di migliaia di studenti. Sono sempre fiero di scoprire dove lavorano i nostri laureati. Molti sono qui davanti a noi come funzionari di alto rango, ma tanti lavorano anche in giro per il mondo, dalla Borsa di New York alle grandi banche internazionali o in importanti istituzioni globali, senza parlare delle strutture della nostra economia nazionale”. Drezgić ha sottolineato le iniziative di collaborazione scientifica con centri internazionali d’eccellenza, che stanno portando nelle aule “l’eccellenza e le competenze che i nostri professori acquisiscono attraverso tutti questi progetti”. “Tutti i nostri assistenti studiano all’estero e mi aspetto che nell’arco di pochi anni riusciremo a fiorire ulteriormente”, ha concluso.

Saša Drezgić
Saša Drezgić

“Nella nostra società è consuetudine dispensare consigli, siano essi calcistici o economici. Tutti pensano di poter essere un buon primo ministro, sindaco o presidente di Regione. Tutti sanno come sviluppare il turismo o gestire la produzione. Purtroppo, però, le statistiche e l’esperienza dimostrano che molti non sanno nemmeno gestire il proprio bilancio personale. Qui possiamo cogliere l’importanza di una buona istruzione economica e scientifica, tanto per i nostri studenti quanto per il cittadino medio”, ha commentato Hauser, lodando la Facoltà per avere promosso la nascita di altri istituti come le Facoltà di Giurisprudenza e di Management turistico, oltre che di centri d’istruzione a Gospić, Segna, Bjelovar e Buie. Il rettore ha inoltre “incaricato” la Facoltà, sul modello della Guida storica della medicina pubblicata qualche mese fa, di realizzare una guida economica simile.

Goran Hauser
Goran Hauser

Collaborare con il territorio
Rinčić ha “chiesto un favore” alla Facoltà, ovvero di “aiutare nella costruzione del futuro condiviso di Fiume, creando un team congiunto che suggerisca cosa si possa fare e cosa sia necessario realizzare in città”. La sindaca si è detta convinta che “il tempo delle ideologie e delle discordie pubbliche sia alle nostre spalle. Apriamo insieme un nuovo capitolo che ogni futura amministrazione vorrà proseguire”, invitando inoltre a costruire una visione “di cui tutti i fiumani possano innamorarsi”.

Iva Rinčić
Iva Rinčić

Lukanović ha ribadito nel suo intervento concetti che espone frequentemente nei vari eventi pubblici. Ha parlato della necessità di collegare economia e scienza, prendendo decisioni coraggiose in un mondo che richiede scelte rapide. “Dobbiamo lavorare di più, riflettere di più, essere più onesti e responsabili, sostituire un’economia basata sul consumo con un’economia poggiata sul sapere, che generi valore aggiunto, abbandonare un modello fondato sul turismo e sui finanziamenti europei, costruendo sinergia e unità”.

Ivica Lukanović
Ivica Lukanović

Un mondo complesso
Ćorić, anche in veste di rappresentante del Governo, ha affermato che, viste le circostanze che influenzano l’evoluzione dell’economia mondiale, “il sapere che proviene da centri organizzati della conoscenza, come le Facoltà di Economia e le business school, non è mai stato importante come oggi”. Ha invitato la Facoltà a trovare risposte alla complessa situazione in cui si trova il mondo contemporaneo, “una saggezza profonda per gestire cambiamenti che finora non si erano mai visti nella letteratura economica. Soprattutto negli ultimi vent’anni, la Facoltà di Fiume ha dimostrato di essere, oltre che piccola e aperta a tutti, anche flessibile. Ciò di cui l’economia croata ha davvero bisogno, oggi come in futuro, è dimostrare, pur essendo una piccola economia aperta, tutta la nostra flessibilità di fronte alle molteplici sfide che dobbiamo affrontare”.

Tomislav Ćorić
Tomislav Ćorić

“Non si tratta soltanto di un impegno protocollare, seppur importante. Parlare della Facoltà di Economia significa parlare di un’istituzione che per decenni ha formato persone, conoscenza e sviluppo della città a cui appartengo, così come della mia stessa persona. L’economia viene spesso vista solo attraverso numeri, tabelle, calcoli e previsioni di mercato. Ma chi la conosce bene comprende che dietro ogni numero c’è una persona. L’economia non è una scienza fredda, ma profondamente umana. Parla di come viviamo, lavoriamo, creiamo e costruiamo la società che vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi”, ha dichiarato Ostrogović nel suo discorso.

Josip Ostrogović
Josip Ostrogović

«Ho alte aspettative»
Il presidente Milanović, come gli è consueto, ha iniziato il suo intervento con una riflessione storica personale. Ha osservato che l’economia, come disciplina accademica, è una creazione relativamente recente. A suo parere, si tratta della “più complessa attività pratica umana, sicuramente più articolata del diritto”, e che le sue origini possono essere ricercate nelle figure di spicco che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo si riunivano a Vienna, come Ludwig von Mises, Friedrich August von Hayek e Joseph Schumpeter, tutti più o meno legati alla celebre Scuola austriaca di economia.
“Ho grandi aspettative per Fiume, anche se non sono originario di qui. Ve lo dico da cittadino, non come capo dello Stato e tantomeno come qualcuno che possa impartire ordini. Questa è una città di commerci, navigazione, affari mercantili, finanza e assicurazioni, e di tutto ciò che ne consegue. In modo completamente sincero, senza falsa modestia, da zagabrese nato, vi dico che Zagabria, come tutte le città croate 150 anni fa, era una provincia dell’Austria. Poi, pur non essendolo più nelle sue ambizioni, restava comunque una città piccola. Più piccola di Cracovia, di Lemberg (Leopoli), di Vilnius. Due città della Croazia odierna non sono mai state province: Pola, che non è stata etnicamente croata fino al 1945, e Fiume, che è stata plurinazionale e dove i croati erano importanti, ma che solo dopo il 1945 è diventata prevalentemente croata. Questa città, cresciuta sul denaro e non sul contributo artistico o sulle grandi famiglie nobiliari – dunque su qualcosa di pratico –, dovrebbe per sua natura possedere un’eccellente scuola di economia. Per questo le mie aspettative sono alte”.

Ivica Lukanovićm Iva Rinčić, Josip Ostrogović e Zoran Milanović davanti all'entrata dello "Zajc"
Ivica Lukanovićm Iva Rinčić, Josip Ostrogović e Zoran Milanović davanti all’entrata dello “Zajc”

Processo di Bologna. «Più aspetti negativi che positivi»
Milanović ha criticato l’introduzione della riforma universitaria del Processo di Bologna, che ha portato, “a mio parere, più aspetti negativi che positivi”, ma che ha contribuito a “produrre una sorta di catarsi, intesa come purificazione”, facendo diminuire il numero di studenti da 5mila a 2mila. “Dov’è il resto? Perché studiare in Croazia è diventato un lifestyle”, ha commentato il presidente. Ma, ha aggiunto, “studiare non è per tutti, non deve esserlo e non è una vergogna non terminare gli studi o non intraprenderli affatto. Lo studio deve rappresentare eccellenza, differenza e specificità dell’intelletto, così come la capacità di ragionare su aspetti complessi. Perché dovrebbero farlo tutti? In fondo, nemmeno io ho fatto il dottorato, non sono un professore universitario e non lo sarò mai. Ma mi sento interpellato e sufficientemente informato per parlarne”.
Il capo dello Stato ha concluso affermando che “Fiume è sempre stata una città non grande, ma europea: aperta, multinazionale per gran parte della sua storia e, oggi, croata. Ma questa storia non può e non deve essere cancellata a nessun costo. Tutto ciò che la storia ha portato a Zara, Spalato e Ragusa (Dubrovnik, nda), indipendentemente da quanto la popolazione cambierà nei prossimi 100 anni, resterà parte della città e non muterà. Il marchio che Fiume porta con sé è un marchio di eccellenza e di classe”. Di conseguenza, ha esortato “a considerare sé stessi in questo modo, perché senza autoconfidenza, purché non sfoci nell’arroganza, non può esserci successo”.

Zoran Milanović
Zoran Milanović

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