Euro 2020. Ecdc: 2.500 contagiati, anche in Croazia

Dall’inizio del campionato europeo di calcio all’8 luglio scorso ci sono stati 2.535 casi di COVID direttamente riconducibili alla partecipazione alle partite. Sono i dati provvisori del monitoraggio su Euro 2020 del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). “Oggi non sono stati segnalati nuovi casi”, spiegano dall’Ecdc all’Ansa, ma “è ancora presto per fare una valutazione definitiva per via dei tempi, cioè delle due settimane che possono intercorrere tra l’esposizione al virus e l’insorgenza dei sintom”».
L’Ecdc ha raccolto segnalazioni di 35 casi di cui 5 con variante Delta in Danimarca, 481 in Finlandia, 1.991 in Scozia, 18 in Germania, e meno di cinque casi ciascuno in Francia, Svezia, Croazia e Paesi Bassi.
“vediamo anche segnalazioni che la variante Delta è stata rilevata in alcuni spettatori al ritorno”, spiegano dall’Agenzia UE con sede a Stoccolma. “Finora, i tassi di ospedalizzazione sono rimasti stabili durante questo periodo – aggiungono – ad eccezione di un aumento registrato a San Pietroburgo”.
Nella valutazione rapida del rischio Covid del 10 giugno, l’Ecdc raccomandava di aumentare il monitoraggio e le misure di prevenzione per eventi “con il potenziale di dar luogo a raduni di massa, come Uefa Euro 2020”, che si è giocato in 11 diverse città europee.
Dal giorno dopo, quello del calcio di inizio, l’Ecdc ha dedicato al torneo un’attività di raccolta potenziata di informazioni. In un aggiornamento sulla situazione delle varianti, il 23 giugno, l’Ecdc ha stimato che, entro agosto, la Delta rappresenterà il 90 p.c. di tutte le varianti del coronavirus da Covid circolanti in Europa.

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