Sveglia prima dell’alba e partenza per Torino. Un po’ assonati ma allo stesso tempo entusiasti i 27 ragazzi che hanno aderito al progetto EU Italian sono partiti alla volta dell’Italia per trascorrere cinque giorni nel capoluogo piemontese, tra la scoperta di una nuova realtà, l’incontro con gli esuli giuliano-dalmati e l’immersione nel mondo dell’Unione europea e dell’Onu. L’iniziativa fa parte del programma di interesse pubblico del biennio 2024/25 approvato dal ministero dell’Istruzione della Repubblica di Slovenia e cofinanziato dal MECI, organizzato dall’Associazione giovani della CNI in collaborazione con l’Unione Italiana. La comitiva sta per immergersi in un programma fitto incentrato sulla progettazione e sulla condivisione di idee, esperienze e conoscenze.
Ma lasciamo spazio ai protagonisti, cerchiamo di capire che cosa si aspettano da questo questo viaggio e che cosa li ha spinti a partire. Carlotta della Comunità di Babici è incuriosita da ciò che l’esperienza ha da offrirle: “Ho deciso di partecipare perché ho visto il progetto come un’opportunità per conoscere altri giovani della Comunità nazionale italiana e perché amo viaggiare. Vorrei conoscere nuovi aspetti delle organizzazioni internazionali e capire più da vicino il loro funzionamento. Sono partita senza aspettative, credo che sarà un’esperienza positiva ma non so in che direzione ci porterà, sono aperta a tutte le possibilità”.
Serena della CI di Bertocchi si aspettata di acquisire nuove abilità nell’ambito della progettazione. “Penso inoltre che farò nuove amicizie e imparerò cose interessanti – spiega la ragazza -. Il progetto offre comunque l’opportunità di viaggiare e di approfondire un argomento di cui so poco, ma che potrebbe essere utile per il mio futuro”. C’è invece chi partecipa a EU Italian per la seconda volta, come Damjan del sodalizio di Abbazia, entusiasta della prima esperienza fatta l’anno scorso a Roma, che ha deciso di prendere parte anche a questo viaggio a Torino. “Mi sono iscritto perché l’anno scorso è stato molto interessante ed educativo e mi sono divertito tantissimo, conoscendo anche l’Associazione giovani con cui ho poi collaborato per tutto l’anno – racconta il partecipante -. A convincermi ulteriormente è stato il programma che include anche la visita all’Onu, certamente molto intrigante”.

Dopo la prima mattina trascorsa in treno, tra un po’ di riposo per recuperare le forse e attività di gruppo per conoscersi meglio, la comitiva ha partecipato a un primo incontro formativa sulla CNI e sulla sua realtà, analizzandone la struttura, le componenti e i soggetti che ne fanno parte. A partire dal vertice della piramide, costituito dai due seggi parlamentari destinati alla minoranza nazionale italiana in Slovenia e Croazia, passando per l’Unione Italiana con tutti i suoi settori, fino a giungere alle locali Comunità degli Italiani. A quest’ampia struttura si aggiungono gli asili, le scuole elementari, quelle medie-superiori e le università della minoranza, custodi e divulgatrici della lingua e della cultura del Bel Paese.
Già da domani si prevede un calendario fitto con l’appuntamento presso il Campus Nazioni Unite dove i ragazzi conosceranno meglio questa realtà. Un’immersione in spazi innovativi unici nel loro genere dove si formano i diplomatici del futuro, per comprendere meglio e più approfonditamente quelli che sono gli obiettivi dell’Onu. A ciò si aggiungerà un pomeriggio dedicato completamente all’Agenda 2030, analizzando i traguardi da raggiungere, senza tralasciare un’analisi di punti di forza e delle difficoltà, con l’obiettivo di creare dei cittadini globali consapevoli e connessi nell’ottica di ricoprire un ruolo attivo nella società.
Non mancherà il tempo per una visita all’ANVGD di Torino per incontrare gli esuli e scoprire nuove pagine della nostra storia. Ascoltare le voci di chi è partito, capire come queste persone si sono ricostruite una vita altrove sarà un modo per apprendere meglio le vicende che hanno travolto l’Istria, Fiume e la Dalmazia nel secondo dopoguerra, attraverso il confronto tra generazioni e storie diverse ma con una matrice in comune.
L’iniziativa, rivolta a giovani attenti al futuro e inseriti in un mondo sempre più frenetico, mira a formare i partecipanti a 360 gradi, è perciò in programma pure una tappa a Europe direct, rete di informazione del servizio dei cittadini, creata dalla Commissione europea per far conoscere le attività e le opportunità offerte dall’UE. Il centro si rivolge ai singoli che abbiano la curiosità di ottenere informazioni pratiche sull’Unione europea, ricevere consulenze su viaggi e opportunità di lavoro, a imprese ed enti locali interessate a informazioni sull’accesso ai fondi europei, oltre che alle scuole e al grande pubblico.
L’ultima tappa sarà a Palazzo Carignano, uno dei più importanti edifici storici di Torino, parte del sito seriale Unesco Residenze Sabaude. L’edificio fu sede storica della Camera dei deputati subalpina e della prima Camera dei deputati del Regno d’Italia. Oggi ospita gli uffici della direzione regionale dei musei del Piemonte e il museo nazionale del Risorgimento italiano, riaperto nel 2011 in occasione dei festeggiamenti del 150.esimo anniversario dell’Unità d’Italia.

A tutto ciò si aggiungono i laboratori di formazione specifica sull’europrogettazione, basati soprattutto sui lavori di gruppo e su attività pratiche durante i quali i partecipanti svilupperanno una loro idea, cercando di delinearla in tutti i dettagli. A guidare questa parte saranno Dyego Tuljak, presidente dell’Associazione giovani della CNI e titolare del Settore sportivo della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, assieme a Paola Valenta, collaboratrice dell’Associazione giovani della CNI, Manuel Fischer, coordinatore del pro ed Emauela Gasca, esperta in patrimonio culturale e sviluppo del territorio.
“L’idea base era quella di conoscere un luogo diverso che ha avuto un’importanza rilevante per l’Italia, ricordiamo che Torino è stata la prima capitale del Regno d’Italia, inoltre ci sono diverse istituzioni europee, quindi si presenta come una meta che ha molto da offrire ai ragazzi – ha spiegato Paola Valenta -. Abbiamo diverse attività in mente per i ragazzi, strutturate in modo tale da offrire basi teoriche ma anche di far fare loro molta pratica in loco. Ci fa piacere che il progetto venga riconosciuto e che ci sia grande interesse da parte dei giovani: abbiamo ricevuto molte più candidature rispetto ai posti disponibili. EU Italian permette di ai ragazzi di diversi luoghi del territorio della CNI di riunirsi e ritrovarsi tra loro, anche questo è un modo di fare rete”.
Dyego Tuljak, responsabile del Settore attività giovanili della Giunta dell’UI sottolinea l’originalità del progetto e la ricchezza delle possibilità che questo porta con sé. “Si tratta di un’iniziativa importante perché ci offre l’opportunità di confrontarci in modo neutrale, conoscerci e di conseguenza fare rete e diventare capaci di contribuire in prima persona alla nostra realtà di minoranza autoctona – commenta Tuljak -. Le candidature sono state veramente intense e ricche di proposte e anche i primi laboratori sono stati molto produttivi e personalmente non vedo l’ora di sentire le proposte e scoprire i progetti che verranno elaborati nel corso della settimana. Ci troviamo in un ambiente molto stimolante”.

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