EU Italian. Cinque giorni che rimangono nel cuore

Esperienze, incontri e legami nati durante il progetto rivolto ai giovani connazionali nel capoluogo piemontese

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EU Italian. Cinque giorni che rimangono nel cuore

Tra risate, chiacchiere, sguardi fugaci ai palazzi e alle vetrine, e una corsa per prendere il treno, si è conclusa l’esperienza torinese dei 27 connazionali che hanno partecipato al progetto EU Italian nel capoluogo piemontese. Sono state giornate intense e ricche di esperienze nuove, dedicate allo sviluppo della cittadinanza attiva e al rafforzamento dei legami tra i giovani della Comunità nazionale italiana.

L’ultima giornata si è aperta con la visita a Palazzo Carignano, capolavoro architettonico e custode della storia del Risorgimento italiano. Passeggiare tra le sue sale ha significato ripercorrere le vicende, le lotte e le ideologie che portarono politici, intellettuali e idealisti a sognare e poi realizzare l’Unità d’Italia.

L’edificio ospita due realtà distinte ma strettamente legate: al piano nobile si trova il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, con sale espositive, la Camera dei deputati del Parlamento Subalpino e l’Aula della Camera Italiana; al piano terreno, invece, si possono visitare gli Appartamenti dei Principi di Carignano, parte delle Residenze Reali Sabaude.

Ma che cosa hanno pensato i partecipanti di questa esperienza? Li abbiamo intervistati, raccogliendo impressioni e riflessioni a caldo. “Il coronamento di questi cinque giorni è stata la visita a Palazzo Carignano, prima sede del Parlamento italiano. Abbiamo avuto l’opportunità di essere guidati da una ragazza molto preparata e di immergerci nell’atmosfera torinese – racconta Anna Maria, della Comunità degli Italiani di Abbazia, entusiasta al termine del viaggio formativo. – Sono partita con tante preoccupazioni e domande, ma torno a casa con una valigia piena di ricordi bellissimi e nuove amicizie. È un’esperienza che consiglierei a tutti i ragazzi.”

C’è anche chi ha partecipato per la seconda volta a EU Italian, come Tiziana, della Comunità degli Italiani di Parenzo, che racconta: “A Torino ho notato una differenza: tutti i partecipanti parlavano in istroveneto, ed è stato meraviglioso, mi ha fatto sentire a casa. È sempre bello conoscere persone della tua età con cui condividi l’appartenenza alla CNI. La visita all’ANVGD mi ha colpito molto: ascoltare le testimonianze degli esuli è stato davvero toccante. Essendo studentessa di storia dell’arte, ho apprezzato anche la visita al Museo del Risorgimento. All’Europe Direct i relatori erano simpatici e coinvolgenti. Sono stati giorni intensi, in cui si sono create tante amicizie.”

Per Matija, della Comunità degli Italiani di Sterna, è stata invece la prima partecipazione al viaggio formativo: “Ho vissuto giornate tra studio e divertimento, facendo nuove conoscenze e imparando come realizzare un progetto, o almeno impostarne uno, comprendendo meglio il funzionamento dei fondi europei. Ma non è mancato il tempo per le serate in compagnia, tra risate e partite a briscola. Abbiamo davvero creato un bel gruppo.”
Durante i cinque giorni torinesi, i ragazzi, divisi in gruppi, hanno lavorato alla stesura di progetti destinati ad aumentare il coinvolgimento dei giovani all’interno della Comunità nazionale italiana. L’idea vincente è stata quella di Damian, Monika, Tristan e Alessandra, che hanno proposto la realizzazione di un podcast dedicato alle testimonianze dei nostri anziani, per conservare e tramandare tradizioni e memoria collettiva.

Tristan, della Comunità “Santorio Santori” di Capodistria, ha raccontato: “È la prima volta che partecipo a un viaggio formativo di questo tipo: è stata un’esperienza diversa dal solito. Mi è piaciuto conoscere tanti ragazzi nuovi e visitare i diversi enti internazionali, esperienze che porterò con me. Sono contento di aver vinto: è stata una bella sorpresa. Fin dall’inizio ci siamo trovati d’accordo su tutto e questo ha reso il lavoro più facile. Avevamo un obiettivo comune e un ottimo feeling, che mi faceva essere positivo anche senza sapere cosa avessero preparato gli altri gruppi.”

Grande soddisfazione anche da parte degli organizzatori, Paola Valenta, collaboratrice dell’Associazione dei giovani della CNI, Manuel Fischer, coordinatore del progetto EU Italian e Dyego Tuljak, responsabile del Settore delle Attività giovanili della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana e presidente dell’Associazione dei giovani della CNI. A tirare le somme al termine di queste giornate appena trascorse è stato proprio quest’ultimo. “Sicuramente a livello di volontà dei giovani di applicarsi è stato un riscontro positivo. Il podcast è stato il progetto bandiera di quest’anno, ma anche tutti gli altri gruppi sono pronti a portare avanti le proprie iniziative e questa è una cosa positiva perché dimostra che i ragazzi hanno voglia di fare, contribuire e dare il loro contributo, di conseguenza la nostra comunità ha un futuro molto roseo e prosperoso. L’unica cosa che dobbiamo fare a livello dirigenziale è mettere i giovani nella condizione di potere attuare e implementare le proprie iniziative – ha dichiarato Tuljak -. Eu Italian si è dimostrato per l’ennesima volta un progetto che dà i propri frutti, un incubatore di idee che garantisce una continua innovazione e un’inclusione giovanile all’interno della nostra Comunità per assicurare il ricambio generazionale. È stato appagante dedicare uno spazio di tempo per applicare i concetti acquisiti sulle modalità di impostazione e diffusione della nostra storia collettiva in un possibile futuro Museo dell’esodo giuliano-dalmata, dando voce proprio ai giovani”.

Cinque giorni intensi, dunque, all’insegna dell’impegno, della condivisione e della crescita personale. Un’esperienza breve ma significativa, in cui il lavoro si è intrecciato con la scoperta e il confronto, creando un clima di autentica collaborazione. Tra entusiasmo, curiosità e voglia di mettersi in gioco, si sono costruiti legami solidi e sinceri, nati dalla fiducia e da obiettivi condivisi.

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