Esercito sloveno schierato al confine con l’Italia

Lo conferma il ministro della Difesa, Matej Tonin

Foto Goran Zikovic

Il ministro della Difesa sloveno, Matej Tonin, ha confermato che nelle operazioni di pattugliamento della frontiera con l’Italia, le forze di Polizia sono affiancate dai reparti dell’Esercito di Lubiana. Nel farlo ha puntualizzato che i soldati hanno esclusivamente il compito di affiancare gli agenti di Polizia, ossia l’obbligo d’informare le forze dell’ordine in seguito a ogni intervento teso a sventare possibili tentativi di superare illegalmente il confine di Stato.
Ha chiarito che la collaborazione tra le forze di Polizia e l’Esercito al confine con l’Italia è regolata dalla medesima norma che disciplina l’impiego dei reparti militari a fianco delle forze dell’ordine a ridosso della frontiera con la Croazia. Nell’ambito dei pattugliamenti i militari hanno in dotazione i propri armamenti personali, che possono usare esclusivamente a scopi di legittima difesa.
Un incidente da chiarire
Tonin ha commentato la questione dopo essere stato interpellato  al Parlamento dai giornalisti in merito a un presunto incidente avvenuto nei pressi di Cosina (Kozina). Sembra, infatti, che nei giorni scorsi un triestino trentaduenne che stava passeggiando nei boschi della zona, si sia visto puntare contro un fucile da due uomini in uniforme, uno dei quali gli avrebbe anche ordinato d’inginocchiarsi. Il triestino sarebbe stato lasciato libero di andarsene dopo aver dimostrato di non essere un immigrato clandestino, ossia di saper parlare sia lo sloveno sia l’italiano e di essere residente in Slovenia. Nel Friuli Venezia Giulia la vicenda ha suscitato grande clamore, spingendo i politici locali a sollecitare l’intervento del Ministero degli Affari esteri italiano. Matej Tonin non ha escluso che si possa trattare di una fake news. Di conseguenza, non ha voluto esprimersi in merito, spiegando di voler prima avere la conferma se l’incidente si sia verificato o meno.
Niente formazioni paramilitari
La notizia relativa al presunto incidente è diventata di dominio pubblico dopo essere stata riportata dai mezzi d’informazione italiani, i quali hanno teorizzato che il confine potrebbe essere pattugliato da formazioni paramilitari. Sarebbe stato lo stesso malcapitato triestino, che per primo si sarebbe rivolto alla redazione del Primorski dnevnik (il quotidiano in lingua slovena pubblicato nel capoluogo giuliano, mantenendo però l’anonimato), a smentire tale ipotesi, affermando di essere stato fermato da militari dell’Esercito sloveno, che una volta accortisi dell’errore si sarebbero anche scusati con lui per il disagio provocatogli.

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