Erdogan in Croazia: inaugura la moschea a Sisak

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Erdogan in Croazia: inaugura la moschea a Sisak
08.09.2022., Sisak - Otvaranje Islamskog kulturnog centra i dzamije. Photo: Robert Anic/PIXSELL

Il Presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, è giunto oggi, giovedì 8 settembre, in Croazia per partecipare all’inaugurazione del Centro islamico di Sisak e al Forum economico turco-croato organizzato a Zagabria. La riforma elettorale in Bosnia ed Erzegovina – che Erdoğan ha visitato ieri – è stato uno dei temi centrali trattati dal Capo di Stato turco con i suoi interlocutori croati, in primis il Presidente Zoran Milanović e il primo ministro Andrej Plenković.

Martedì scorso, durante la sua tappa a Sarajevo Erdoğan si è opposto alla possibilità che l’Alto rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina, il tedesco Christian Schmidt, possa intervenire sulla Legge elettorale. Un intervento, quest’ultimo, sollecitato dai rappresentanti del popolo croato onde evitare che i voti espressi dai bosgnacchi incidano sulla scelta dei loro rappresentanti alle elezioni generali in calendario ad ottobre. Al contrario, Milanović e Plenković hanno a più riprese invitato Schmidt a garantire ai croati uno status paritetico a quello degli altri due popoli costitutivi, ossia quello bosgnacco e quello serbo, numericamente più numerosi.

Al termine del faccia a faccia odierno con Erdoğan, il Presidente Milanović ha detto di credere nelle buone intenzioni di Erdoğan per quanto concerne la Bosnia. Ha puntualizzato che il problema di fondo in questo caso sta nel fatto che Zagabria e Ankara non conoscono sufficientemente bene i rispettivi punti di vista. “La differenza tra il mio e l’approccio di Erdoğan è che io sarei contento se Schmidt facesse qualcosa”, ha detto l’inquilino del Pantovčak osservando che Erdoğan è nella possibilità d’influenzare “determinate strutture politiche bosniache”. Erdoğan, a sua volta ha ribadito quanto detto a Sarajevo, ossia che il compito di prendere le decisioni in Bosnia ed Erzegovina spettino ai leader delle entità croata, serba e bosgnacca (l’attuale rappresentante croato nella presidenza tripartitica della Bosnia, Komšić, tuttavia non è riconosciuto da un’ampia porzione del popolo croato che gli rinfaccia d’essere stato eletto con i voti dei bosgnacchi, nda).

Nel proseguo della giornata Milanović ed Erdoğan hanno partecipato all’inaugurazione del Centro islamico di Sisak (precedentemente le loro consorti hanno assistito a una lezione congiunta di religione cattolica e islamica tenutasi alla Scuola elementare Matija Gubec di Zagabria). La moschea occupa un’area di 2.600 metri quadrati ed è la terza di questo genere in Croazia, dopo quelle nella capitale e a Fiume (inaugurata nel maggio del 2013). In Croazia c’è anche una moschea più piccola a Gunja, nella parte orientale del Paese, e un Centro islamico a Umago (inaugurato nell’aprile del 2018). A Sisak Erdoğan ha rilevato che “La Croazia è campione europeo per quanto concerne il rispetto dei diritti e delle libertà dei mussulmani”. La religione islamica, si ricorda, è stata accreditata ed equiparata alle altre confessioni religiose riconosciute in Croazia ai sensi di una legge approvata il 27 aprile del 1916 dall’allora Sabor del Regno di Croazia e Slavonia (Erdoğan aveva visitato la Croazia in occasione del centenario dell’approvazione del documento) nella ricorrenza del centenario della firma del suddetto documento. Al loro rientro nella capitale croata i due Capi di Stato hanno preso parte al Forum economico turco-croato al quale hanno partecipato 75 uomini d’affari turchi e 160 croati.

08.09.2022., Sisak – Otvaranje Islamskog kulturnog centra i dzamije. predsjednik Republike Turske Recep Tayyip Erdogan, predsjednik Republike Hrvatske Zoran Milanovic, Kolinda Grabar-Kitarovic Photo: Jurica Galoic/PIXSELL

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