Equipollenza, nodo da sciogliere

Riunita a Palazzo Manzioli, a Isola, l’Assemblea dell’Unione Italiana. Approvato all’unanimità il Bilancio consuntivo per il 2024. Affrontati, durante il question time, molti argomenti delicati

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Equipollenza, nodo da sciogliere

La fotografia dello stato delle cose in data 31 dicembre 2024 testimonia anche una grande mole di attività che è stata svolta lo scorso anno, con un incremento delle entrate pari al 184 per cento. Si riporta una differenza contabile di circa 1,2 milioni di euro tra entrate e uscite, dovuta alla tempistica nella loro registrazione. Disco verde, dunque, al Bilancio consuntivo dell’Unione Italiana per il 2024. L’Assemblea riunita a Isola, a Palazzo Manzioli, ha approvato il documento all’unanimità (42 sì). Accolta anche l’informazione sull’Autovalutazione del sistema di gestione finanziaria e di controllo interno dell’UI.

Zara, verso una svolta

Ampio spazio al question time, durato ben oltre due ore. Ha esordito il consigliere Valmer Cusma, il cui intervento ha consentito al presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, di spiegare che cosa sta avvenendo a Zara, Comunità degli Italiani in crisi e che sta attraversando un periodo complicato. Per motivi di salute il presidente in carica non riesce a svolgere le sue mansioni, mentre il vicepresidente è sotto inchiesta. Inoltre, diversi soci si sono trovati esclusi, per cui gli elenchi vanno aggiornati e recuperati i legami con i connazionali. Si sta per arrivare, comunque, a un punto di svolta, in senso positivo. Infatti, il prossimo 3 marzo si terranno le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea della CI, come ha annunciato Corva, e si spera quindi di poter ripartire su basi sane. In altre parole, la CI zaratina sta per rivivere e consolidarsi. Il destino del sodalizio è seguito con un occhio di riguardo sia da parte della presidenza dell’Unione Italiana che dalla diplomazia italiana, come pure dalle autorità locali. Tra l’altro, va segnalato che la CI gestisce l’Asilo italiano “Pinocchio”.

Obiettivo «riunificazione»

Si arriverà mai ad abbattere questo “muro di Berlino” e a unificare le due Comunità degli Italiani di Isola? “I have a dream”, ha ammesso il presidente dell’Assemblea, Paolo Demarin. Tra citazioni storiche e momenti che hanno scritto il percorso del Novecento, il consigliere di Abbazia, Krsto Babić, ha sollevato una questione annosa e delicata, osservando come oggi le ragioni storiche che hanno portato a tale divisione sono davvero lontane. Sarebbe opportuno superare questa situazione e adoperarsi per un riavvicinamento tra i due sodalizi? La posizione assunta dall’Assemblea è stata chiara: con 33 voti favorevoli e 8 astenuti, ha affidato l’incarico ai vertici dell’UI di tentare di ricucire lo strappo tra la “Pasquale Besenghi degli Ughi” e la “Dante Alighieri”. In passato si è lavorato in questa direzione, ma senza successo, anche perché l’UI non può imporre nulla alla CI. Dunque, un altro tentativo sarà fatto da Demarin, dal presidente dell’UI Maurizio Tremul e dal capo della Giunta esecutiva, Marin Corva, naturalmente con i presidenti delle due CI isolane.

E a proposito di “sogni” da realizzare, il consigliere di Rovigno, Gianclaudio Pellizzer ha anche riportato l’attenzione sull’argomento modifica dello Statuto dell’UI e in generale sulla riforma istituzionale e strutturale dell’associazione. Nel precedente mandato ci siamo arrivati vicino, ha detto, si è fatto qualcosa nel frattempo in questo ambito? Inoltre, il consigliere rovignese ha sollecitato una maggiore presenza del Dramma Italiano in Istria, ora in scena “con il contagocce”, e il presidente dell’Esecutivo ha risposto che nel frattempo è cambiata la direzione e che si sta impegnando affinché ciò avvenga. Pellizzer ha chiesto di poter avere un aggiornamento sull’attuazione delle iniziative avviate dai singoli consiglieri e condivise dal resto dell’aula.

Titoli di studio esteri

Grande attenzione sulla questione delle equipollenze dei titoli di studio conseguiti all’estero, in particolare in Italia, e della copertura delle spese di quanti devono affrontare procedure complesse e esami aggiuntivi. Anche Ines Venier, pure di Rovigno, ha sottolineato la portata di questo aspetto, chiedendo una precisa mossa politica. Sul tema del riconoscimento dei titoli di studio, è intervenuto anche Demarin, nelle vesti di consigliere di Sissano. “Dobbiamo dare una risposta ai nostri connazionali – ha ribadito – perché altrimenti non c’è futuro per la CNI”, rammaricandosi per la mancata (re)azione politica della stessa UI e dei suoi esponenti di fronte alle modifiche di legge che in Croazia hanno ulteriormente complicato l’iter. Il problema riguarda soprattutto alcuni profili e lauree, ossia quelle che maggiormente incidono sulla formazione dell’identità nazionale e sul futuro della stessa CNI.

Il deputato della CNI al Parlamento di Lubiana, Felice Ziza, ha parlato dell’esperienza in Slovenia, dei passi avanti che si stanno facendo in particolare da due anni a questa parte, anche se a oggi non sono stati ancora raggiunti risultati concreti. Per quanto riguarda l’azione dell’UI, Ziza ha auspicato un approccio che includa anche la Slovenia. L’Assemblea ha incaricato la Giunta esecutiva di contattare il deputato della CNI al Sabor, Furio Radin, per riprendere le trattative con il Governo croato e arrivare a delle soluzioni. Tremul ha annunciato che se ne riparlerà con il coinvolgimento dei premier italiano Giorgia Meloni e croato Andrej Plenković al tavolo sull’attuazione dell’accordo sulla tutela delle minoranze del 1996. La vicepresidente della Regione Italiana in quota CNI, Jessica Acquavita, ha individuato una “luce di speranza”, in quanto il tavolo operativo per le minoranze prevede anche questo tema e dunque il Governo croato intende occuparsene, permettendo dei titoli conseguiti nell’UE per quanti intendono entrare nelle istituzioni scolastiche della CNI.

Si dimettono due consiglieri

La consigliera Neda Šainčić Pilato ha deciso di passare la staffetta alla sua sostituta Lidia Legović e si è dimessa dall’Assemblea, com’era negli accordi. Un applauso, in segno di gratitudine, per quanto fatto finora per la sua Comunità, quella di Visinada, e della Comunità nel complesso. Complimentandosi, Demarin ha rilevato anche la lungimiranza con la quale si è mossa assicurando l’avvicendamento, consentendo l’affermazione di nuove forze all’interno della CNI.

A rinunciare all’incarico, per motivi personali, è anche il consigliere di Fiume, Denis Stefan. Oltre al seggio in Assemblea, che rimane vacante fino all’insediamento del candidato che alle elezioni del 2022 si è piazzato subito sotto la “linea rossa”, viene a mancare anche il presidente del Comitato per lo Statuto e il Regolamento.

A dare il benvenuto a nome della Comunità degli Italiani “Dante Alighieri”, il presidente Michele Fatigato, e quello della “Pasquale Besenghi degli Ughi”, Robi Štule, in quella che è la “casa” di tre istituzioni – i due citati sodalizi e la locale Comunità autogestita della nazionalità italiana –, ma è anche la casa di tutta la nostra Comunità. Oltre ai presidenti Tremul e Corva, in qualità di ospiti erano in sala anche il deputato Felice Ziza, la vicepresidente della Regione istriana, Jessica Acquavita, e il direttore dell’Edit, Christiana Babić.

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