ELEZIONI UI «Bisogna votare per poter dimostrare partecipazione»

Paolo Demarin e Marin Corva hanno presentato alla Comunità degli Italiani di Abbazia il loro programma

0
ELEZIONI UI «Bisogna votare per poter dimostrare partecipazione»
Paolo Demarin e Marin Corva a Villa Antonio, sede della CI di Abbazia

ABBAZIA

Il tour elettorale di Marin Corva e Paolo Demarin sbarca nel Quarnero. I due candidati unici alla presidenza dell’Unione Italiana e alla Giunta Esecutiva dell’UI hanno incontrato presso la Comunità degli Italiani di Abbazia non solo i connazionali della Perla del Quarnero ma anche quelli di Fiume, Laurana e Draga di Moschiena. Per motivi di forza maggiore, non sono potuti partecipare all’incontro i rappresentanti dei sodalizi isolani.

A introdurre con alcune considerazioni generali i temi più importanti è stato Corva, il presidente uscente della Giunta e candidato a presidente dell’UI. “Il motivo per il quale abbiamo deciso di incontrare i connazionali è duplice”, ha chiarito. Il primo motivo è quello di presentarsi ai connazionali, soprattutto per una forma di di rispetto. Un secondo elemento importante è invogliare le persone a parlare di elezioni e, di conseguenza, a partecipare. Avere delle elezioni con un’uscita alle urne bassa è, purtroppo, un segnale sbagliato che stiamo dando all’esterno”, ha ribadito Corva.
“Siamo candidati unici, ma questo non deve essere un peso per la Comuntà Nazionale Italiana. Ci siamo messi a piena disposizione della CNI candidandoci, e spero, per il futuro, che alla prossima tornata elettorale ci sia la volontà di altri giovani di mettersi in gioco. Mettendoci a confronto, daremo un’ulteriore spinta alle esigenze delle nostre Comunità”, ha dichiarato Il candidato alla presidenza della Giunta Esecutiva dell’UI, Paolo Demarin
Primo punto critico è il cambio delle modalità del censimento della popolazione. “È evidente che da un bel po’ di tempo abbiamo un calo dei dichiarati e un calo dei connazionali di madrelingua italiana”, ha dichiarato Demarin, avvertendo: “Se in futuro avremo un ulteriore calo di coloro che si dichiarano italiani, questo comporterà non solo un crollo identitario della nostra popolazione sul territorio d’insediamento storico, ma minerà anche, a livello politico, il riconoscimento dell’Unione Italiana”. Demarin ha esortato i presenti ad andare a votare: “Chiamate familiari, conoscenti, tutti quelli iscritti alle Comunità. Non solo per dare sostegno a me. Forse non sono simpatico a tutti. Potete anche consegnare la scheda senza cerchiare il mio nome. Anche quello è un segno di partecipazione”. In sostanza, il messaggio più importante non è tanto la riconferma dei candidati, quanto la riaffermazione della nostra appartenenza.
In seguito, si è fatto cenno alla questione dei finanziamenti, che per quanto riguarda l’Italia sono rimasti immobilizzati da anni e che da soli, senza il contributo della Croazia, “non sarebbero sufficienti nemmeno per mantenere il sistema amministrativo”. Gli immobili ristrutturati qualche decennio fa hanno ora nuovamente bisogno di interventi di manutenzione. Si è discusso inoltre delle nuove controversie sull’acquisizione della cittadinanza italiana, sulle borse di studio e sui dissidi in seno alla CNI avutisi negli ultimi anni. “L’UI ha bisogno di un nuovo periodo di unità e consenso. Ho visto in questi ultimi anni troppi litigi che non hanno portato a niente. Ciò non significa che la CNI non abbia bisogno di una componente critica, di visioni alternative. Però ci sono modi e modi di confrontarsi”, facendo particolarmente attenzione allo scontro tra le istituzioni di Capodistria e Fiume. “Non dobbiamo chiuderci nei palazzi e fare baruffa tra di noi”, ha concluso Paolo Demarin.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display