Con l’inizio del nuovo anno è scattato l’aumento dell’elettricità, dopo che già a fine 2025 era rincarato il gas. Il recente freddo intenso ha fatto registrare anche consumi record, alimentando le preoccupazioni delle famiglie per l’impatto sulle bollette e, più in generale, sul costo della vita. Di questi temi si è discusso nella trasmissione “Otvoreno” della televisione pubblica croata (Hrt), con la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell’Economia, dell’azienda elettroenergetica Hep, delle associazioni datoriali e dei sindacati.
Anton Marušić, presidente del consiglio di amministrazione di Hep Operatore del sistema di distribuzione, ha spiegato che negli ultimi due mesi si sono verificati due aumenti distinti: il primo dal 1° novembre 2025, legato all’incremento della tariffa di fornitura, e il secondo dal 1° gennaio, con l’aumento della rete. Nel complesso, il rincaro è pari a circa il 12 per cento rispetto ai prezzi precedenti a novembre.
Luce, +22 euro all’anno
Il solo aumento della tariffa di rete ammonta al 15 per cento e, su una famiglia media, si traduce in circa 1,8 euro al mese, ovvero poco più di 22 euro l’anno. Marušić ha ricordato che il consumo medio di una famiglia croata è di circa 3.200 chilowattora annui.
Nonostante gli aumenti, ha sottolineato, la Croazia resta tra i Paesi con i prezzi dell’elettricità più bassi per le famiglie all’interno dell’Unione europea.
Il dirigente di Hep ha inoltre difeso la stabilità del sistema elettrico nazionale, evidenziando la buona interconnessione con i Paesi vicini. Il recente blackout che ha interessato parte della Dalmazia, ha spiegato, è partito dal confine tra Grecia e Albania, ma si è fermato in Croazia senza ulteriori conseguenze. “Oggi tutti i clienti sono regolarmente alimentati”, ha assicurato, aggiungendo che la qualità del servizio è in linea con la media europea e che la tariffa di rete croata rientra tra le cinque più basse del continente.
Le sovvenzioni governative
Dal fronte sindacale, il presidente della Confederazione dei sindacati indipendenti della Croazia, Mladen Novosel, ha parlato di un colpo al tenore di vita che dura ormai da anni. Secondo Novosel, l’impatto dell’aumento dei prezzi è stato in parte attenuato dalle sovvenzioni governative sull’energia, ma il rincaro generalizzato di beni e servizi ha continuato a pesare sui bilanci familiari, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina, che ha spinto verso l’alto i prezzi di gas e petrolio.
Novosel ha avvertito che la Croazia registra oggi, in alcune categorie, prezzi superiori alla media europea. In particolare, per alimentari e bevande analcoliche, la spesa supera il 30 per cento del reddito, mentre i prezzi di ristoranti e hotel hanno ormai raggiunto livelli vicini a quelli dell’Unione. A fronte di questo, salari e pensioni restano molto più bassi: la retribuzione media croata è inferiore di circa 1.100 euro rispetto alla media europea e oltre 700mila pensionati percepiscono meno di 500 euro al mese. “Accettiamo prezzi di mercato europei senza avere salari e pensioni europei”, ha osservato.
Una lettura diversa è arrivata dall’economista capo dell’Associazione dei datori di lavoro, Hrvoje Stojić, che ha invitato a basare il dibattito su dati verificabili. Dal 2019, ha ricordato, i salari reali in Croazia sono cresciuti del 26 per cento, mentre quelli nominali del 58 per cento, a fronte di una produttività aumentata in misura inferiore. Stojić ha però ammesso che l’inflazione non colpisce tutti allo stesso modo e penalizza soprattutto chi spende una quota maggiore del reddito in beni alimentari.
Pur confermando che l’elettricità per le famiglie resta tra le più economiche in Europa, Stojić ha lanciato l’allarme sulla competitività industriale. Per i grandi consumatori, il divario di prezzo rispetto alla media europea è salito nel 2025 al 18 per cento. “Se la Croazia vuole un’industria competitiva, deve avere anche un’energia competitiva”, ha avvertito.
Dal Ministero dell’Economia, Željko Krevzelj, direttore dell’Amministrazione per l’energia, ha ricordato che è in vigore il nono pacchetto di misure governative, valido fino al 31 marzo. Oltre a sostenere le famiglie, il piano prevede sussidi per le imprese fino a un certo livello di consumo, riducendo il prezzo dell’elettricità di oltre il 26 per cento. Secondo il ministero, il prezzo per le aziende è in linea con la media Ue, mentre quello per i cittadini resta tra i più bassi.
Krevzelj ha infine ribadito l’importanza degli investimenti per garantire sostenibilità e sicurezza energetica, citando il ruolo dell’energia nucleare e di nuove tecnologie come la geotermia. Per i piccoli reattori modulari sono già state individuate due possibili sedi, anche se le decisioni definitive arriveranno solo dopo l’approvazione della normativa.
Nel dibattito è emerso anche il tema delle sovvenzioni: Marušić ha chiarito che chi supera determinate soglie di consumo non viene penalizzato con tariffe più alte, ma con una riduzione degli aiuti. Novosel, pur riconoscendo il sostegno del governo, ha posto una domanda provocatoria: perché, nonostante le bollette calmierate, il prezzo del pane continua a salire? Per i sindacati, la risposta non può che passare da un aumento dei salari.
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