È scomparso Pino Bulva. Se ne va un altro tassello di fiumanità (video)

Bruno Petrali e Pino Bulva

Con la scomparsa di Giuseppe-Pino Bulva se n’è andata un’altra fetta di quella fiumanità, autentica e originale che ha mantenuto in vita la nostra identità e la nostra memoria storica. Nel 2005 è stato insignito della Stella al merito del lavoro all’estero della Repubblica Italiana, onorificenza di cui andava molto fiero. È stato uno dei cofondatori del quindicinale Panorama per il quale ha curato la redazione tecnica, i cruciverba, la rubrica Passatempi e la pagina dei Giochi.
Nacque il 13 febbraio del 1933 a Fiume, in Cittavecchia e, dopo aver frequentato l’ex Scuola di via Manin, ha trovato impiego a partire dal 1.aprile del 1947 presso l’Azienda cinematografica municipale, per trasferirsi nel 1949 alla “Direzione portuale nord Adriatico”.
Qui ha prestato servizio per un anno dopo di che è stato assunto dall’Azienda edile “Jadran” dove è rimasto fino al febbraio del 1951. Successivamente passa al Cantiere navale 3 Maggio.
Si interessò di cinema, fotografia, sport con una predilezione per i tuffi. Tanto che il collega del Novi List Mišo Cvijanović, pure lui venuto a mancare qualche anno fa, in una delle sue colonne lo cita come uno dei migliori tuffatori allo storico Bagno Riviera di Cantrida, ritrovo di fiumani, rimasti ed esuli.
L’enigmistica è stata una delle sue grandi passioni a cui non ha rinunciato sino all’ultimo. Cultore del dialetto fiumano, delle vicende che hanno segnato la storia della sua città, era quasi naturale che trovasse il definitivo sbocco lavorativo nella carta stampata in lingua italiana.
Entra nella grande famiglia della Casa Editrice Edit il 1.mo giugno del 1953. Nel 1974 su richiesta dell’allora Caporedattore di Panorama Lucifero Martini, viene trasferito alla Redazione del quindicinale con cui aveva già collaborato in precedenza. A Panorama svolge il ruolo di redattore tecnico. Si rivelò un grafico meticoloso, preciso, sempre sorridente e pieno di battute, e anche in momenti difficili è riuscito a strappare un sorriso ai suoi colleghi. Va  in pensione nell’agosto del 1991.
Pino è stato da sempre attivo in seno alla CI di Fiume, ha fatto parte della redazione del foglio della Comunità “La Tore”, curando l’aspetto grafico e le “Parole incroziade in fiuman”, in qualità di collaboratore dello storico caporedattore Ettore Mazzieri. In seguito ha affiancato il nuovo responsabile della rivista, Bruno Bontempo, fino ad assumere le redini del foglio a partire del numero 10 della Nuova serie, uscita il 15 giugno del 2000.
Manterrà questo ruolo fino al 2006. Gli ultimi numeri da lui diretti si configurarono speciali per quanto riguarda la veste grafica, in quanto aveva introdotto il tricolore fiumano come cornice della copertina. Infatti, Pino è stato intimamente legato ai simboli della fiumanità, ha partecipato alle battaglie per il loro riconoscimento e ripristino. Ricordiamo una movimentata tavola rotonda nei primi anni Duemila quando, assieme a una delegazione della CI di Fiume, contribuì al dibattito sul “ritorno” dell’aquila bicipite leopoldiana come stemma della città di Fiume.
Ha intrattenuto rapporti amichevoli con il mondo dell’esodo fiumano collaborando, per citare un esempio con il foglio dei fiumani emigrati in Australia, conosciuto anche come “El fiuman” e diretto negli ultimi anni dalla vedova Trentini. Ha collaborato pure con “La Voce di Fiume” e con il Libero Comune di Fiume in Esilio, intrattenendo un intenso rapporto con Amleto Ballarini, Mario Stalzer, Marino Micich, Laura Calci, e tanti altri ancora. Aveva amici fiumani in tutto il mondo dalla Svezia all’Italia, dal Sud America all’Australia.
Lo ricorderemo come un uomo di grande energia e di un’attenzione sincera per la propria famiglia che gli è stata accanto con amore e pazienza fino all’ultimo attimo. A tutti loro vanno le nostre più sentite condoglianze.

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