E’ morto Pelé, addio al monumento del calcio

Aveva 82 anni. Una carriera da record, quasi tutta con la maglia del Santos. Tre Mondiali vinti col Brasile

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E’ morto Pelé, addio al monumento del calcio

Addio a Pelé, O Rei del calcio. Il leggendario numero 10 brasiliano è morto giovedì a San Paolo, all’età di 82 anni. Nato il 23 ottobre del 1940 a Tres Coracoes in Brasile, la storia di Pelé comincia nel 1956 quando fu notato Waldemar de Brito, che lo accompagnò a San Paolo del Brasile per un provino per il Santos. Debuttò tra i professionisti il 7 settembre 1956 con il primo di una serie infinita di gol. L’anno successivo fu il momento del debutto in nazionale a 17 anni ancora da compiere: era il 7 luglio 1957 quando il selezionatore Sylvio Pirilo lo convocò per la partita contro l’Argentina. Il Brasile fu sconfitto per 2-1, ma Pelé fu l’autore dell’unico gol della sua nazionale.

 

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L’anno successivo, il 1958, Pelé partecipò al suo primo mondiale, in Svezia, contribuendo alla conquista della vittoria finale (5-2 contro la Svezia: Pelé fu l’autore di due reti). Condusse per altre due volte il Brasile alla vittoria della Coppa del Mondo, rispettivamente nel 1962 contro la Cecoslovacchia e nel 1970 contro l’Italia. Nella sua carriera Pelé ha segnato complessivamente 97 gol per il Brasile durante competizioni internazionali e ben 1088 militando nella squadra del Santos, che grazie a lui vinse nove campionati. Dopo diciotto anni trascorsi nel Santos, Pelé nel 1975 passò alla squadra New York Cosmos, portandola alla vittoria del titolo North American Soccer League nel 1977.

 

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L’addio al calcio giocato avvenne in un’emozionante partita svoltasi il 1° ottobre 1977, di fronte a 75.646 tifosi al Giants Stadium: giocò il primo tempo tra le fila del Cosmos e il secondo tempo tra le fila della sua storica squadra, il Santos. Dopo il suo ritiro dall’attività agonistica, Pelé continuò a dare il suo contributo al mondo del pallone. Furono realizzati ben cinque film sulla sua storia ed egli prese parte ad altri sei film, tra cui quello con Sylvester Stallone, “Victory” (in italiano: Fuga per la vittoria). Pelé è anche l’autore di cinque libri, di cui uno è stato trasformato in film.

Il 1° gennaio 1995 Pelé venne nominato ministro straordinario per lo Sport in Brasile. Si dimise dall’incarico nell’aprile 1998. Nel 2016 uscì al cinema il film biografico Pelé: Birth of a Legend. Nel 2022, alla fine del mese di novembre, viene ricoverato all’ospedale Einstein di San Paolo per un cancro al colon.

Le condizioni di O Rei nelle ultime settimane erano peggiorate drasticamente. Il paziente era stato trasferito nel reparto cure palliative, vista l’inefficacia della chemioterapia. Pelé, assistito dai figli, negli ultimi giorni aveva accusato complicazioni a livello cardiaco e renale.

 

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Su Twitter una delle figlie di Pelé, Kely Cristina Nascimento, ha annunciato la morte del padre condividendo una foto che ritrae le mani del grande calciatore nel letto di ospedale insieme a quelle dei suoi cari. ”Tutto quello che sappiamo è grazie a te. Ti amiamo infinitamente”, ha scritto Kelly.

L’ospedale Albert Einstein ha confermato “con rammarico la morte di Edson Arantes do Nascimento, Pelé, oggi, 29 dicembre 2022, alle 15:27, a causa di insufficienza multiorgano, risultato della progressione del cancro del colon associato alla sua precedente condizione clinica. L’ospedale Israelita Albert Einstein è solidale con la famiglia e tutti coloro che soffrono per la perdita del nostro caro re del calcio”, si legge nella nota dell’Ospedale.

Come scrive ‘Globoesporte’, Pelé verrà sepolto a Santos, comune del Brasile nello Stato di San Paolo e, soprattutto, il comune dove giocava la squadra in cui ha militato per quasi 20 anni. La famiglia non ha ancora rilasciato dettagli sulla veglia, ma nei giorni scorsi a Vila Belmiro è stata allestita una struttura per ospitare la veglia.

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