Per oltre 30 ore, Drniš – piccola cittadina a circa 60 km a nord di Spalato, ha vissuto con il fiato sospeso. Le strade deserte, i negozi chiusi, le scuole e gli asili fermati per precauzione. Una città del tutto paralizzata dalla caccia all’uomo più intensa che la Croazia ricordi da anni. Poi, alle 2,30 di questa notte, la polizia ha arrestato il 50enne presunto killer. Era finita la fuga di Kristijan Aleksić.
Una notte di sangue sul terrazzo di casa
Tutto era cominciato sabato sera, intorno alle 23. Sul terrazzo della sua abitazione familiare, nella zona di Drniš, Aleksić avrebbe ucciso Luka, un ragazzo di soli 19 anni che lavorava come fattorino per una pizzeria. Un giovane che stava semplicemente facendo il suo lavoro, consegnando una pizza, e che non è più tornato a casa.
La notizia si è diffusa in poche ore, e con essa la paura. Le autorità hanno immediatamente chiuso tutti gli accessi alla città, invitando i residenti a non uscire di casa. Drniš si è trasformata in una zona di operazioni: forze di polizia imponenti hanno perlustrato il territorio circostante metro dopo metro, per tutta la notte di sabato e per l’intera giornata di domenica.
Un uomo che la giustizia conosceva già
Kristijan Aleksić non era uno sconosciuto né alla polizia né ai tribunali. Agli inizi degli anni Duemila era già stato condannato per l’omicidio aggravato di una ragazza di 24 anni.
Nell’aprile del 2023, durante una perquisizione del suo appartamento, gli erano stati sequestrati un’arma da fuoco artigianale e munizioni. Era stata formulata un’accusa formale, eppure il processo non era mai iniziato. E tra i vicini di casa circolava da tempo una voce inquietante: che in quella stessa occasione gli investigatori avessero trovato un elenco con dodici nomi di donne, donne che Aleksić avrebbe pianificato di uccidere. Voci che nessuno aveva del tutto smentito.
La fuga pianificata nei minimi dettagli
Ciò che emerge dai racconti dei residenti è che Aleksić non si era dato alla fuga improvvisando. Era pronto. Era fuggito armato di un fucile automatico, con uno zaino pieno di cibo in scatola sulle spalle. Qualcuno lo aveva visto, nei giorni precedenti al delitto, fare scorte di conserve in quantità insolite. Conosceva il territorio circostante come le sue tasche, ci aveva camminato per anni, e si allenava con regolarità. Un uomo che sapeva come sopravvivere allo scoperto, e che aveva evidentemente messo in conto la possibilità di una lunga latitanza. la polizia ha confermato che Aleksić, però, non era fuggito lontano ed è stato arrestato dagli agenti nelle vicinanze della sua casa, nascosto in un cespuglio.
La scuole e gli asili restano chiusi
Nonostante l’arresto, la città non ha ancora ritrovato la normalità. Le autorità locali hanno confermato che scuole e asili rimarranno chiusi: una decisione che riflette quanto profondo sia stato lo shock collettivo. Drniš ha bisogno di tempo per metabolizzare quello che è successo, per ricominciare a sentirsi al sicuro tra le proprie strade.
Luka, il ragazzo di 19 anni che sabato sera aveva inforcato il motorino per consegnare una pizza, non c’è più. E una comunità intera fa i conti con una domanda senza risposta facile: come è potuto accadere di nuovo?
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































