Il ministro dell’Interno Davor Božinović è intervenuto oggi, lunedì 18 maggio, a Rovigno sul caso dell’omicidio del 19enne Luka M. avvenuto a Drniš, commentando la fuga e il successivo arresto del sospettato Kristijan Aleksić e rispondendo alle polemiche sulle eventuali responsabilità istituzionali.
In un clima ancora segnato dallo shock per la morte del giovane, Božinović ha invitato alla prudenza nel cercare responsabilità immediate, sottolineando il lavoro svolto dalle forze dell’ordine sia in passato sia nelle ultime ore.
“In questo momento tragico, in cui una famiglia sta vivendo un dolore inimmaginabile e l’opinione pubblica chiede risposte, dobbiamo essere almeno abbastanza responsabili da non cercare colpevoli dove non ce ne sono”, ha dichiarato il ministro.
Božinović ha difeso apertamente l’operato della Polizia, ricordando che Aleksić era già stato arrestato e condannato in passato per omicidio e che gli agenti erano intervenuti più volte anche successivamente. Secondo il ministro, tre anni fa la Polizia aveva avviato autonomamente una perquisizione sulla base di informazioni operative, sequestrando armi illegali e presentando una denuncia penale.
Il ministro ha, inoltre, ricordato che durante una precedente detenzione il sospettato avrebbe commesso ulteriori reati violenti ai danni di altri detenuti. “La Polizia ha fatto il proprio lavoro”, ha ribadito più volte.
Particolarmente forte il passaggio in cui Božinović ha riconosciuto il malcontento dell’opinione pubblica. “Anch’io, come cittadino oltre che come ministro, considero legittima la domanda che molti oggi si pongono: com’è possibile che una persona con un simile passato fosse ancora in libertà?”, ha detto, aggiungendo che su questo punto “dovrà essere data una risposta seria e responsabile”.
Nelle sue dichiarazioni il ministro ha anche evidenziato i rischi affrontati dagli agenti impegnati nella cattura del sospettato, descritto come armato e altamente pericoloso. “I poliziotti hanno rischiato la vita per arrestare un uomo considerato estremamente pericoloso”, ha affermato.
Božinović ha poi insistito sulla distinzione tra il lavoro della Polizia e le decisioni delle altre istituzioni giudiziarie. “Il compito della Polizia è arrestare e indagare. Stabilire se qualcuno resti in libertà e per quanto tempo spetta ad altre istituzioni”, ha dichiarato.
Rispondendo ai giornalisti, il ministro ha confermato che Aleksić aveva alle spalle più condanne definitive e diversi precedenti, compreso un omicidio e altri episodi violenti. Secondo quanto riferito, vi sarebbero state almeno cinque sentenze o violazioni accertate.
Božinović ha, infine, espresso cordoglio alla famiglia del giovane ucciso, sottolineando che nulla potrà restituire la vita perduta ma che “l’intera società ha diritto alla verità e a risposte chiare”.
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