Dopo Spalato, ora Zagabria. Nel cuore della capitale croata, in via Preradović, la polizia ha impedito questa sera, venerdì 7 novembre, a un gruppo di uomini mascherati di entrare con la forza nei locali del Centro culturale serbo, dove si inaugurava la mostra “Efemeris – L’eredità di Dejan Medaković”, evento d’apertura delle Giornate della cultura serba. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato scontri e ha permesso che l’iniziativa si svolgesse regolarmente.
Secondo fonti di polizia, nel pomeriggio erano circolati sui social messaggi tra gruppi di tifosi organizzati che invitavano a radunarsi davanti al Centro. Per questo motivo, nella zona è stata disposta una forte presenza di agenti. Verso sera, circa cinquanta uomini vestiti di nero e con il volto coperto hanno cercato di avvicinarsi all’edificio, ma sono stati fermati dalle unità d’intervento.

Alcuni dei partecipanti sono stati identificati e, per alcuni minuti, si sono uditi cori e slogan nazionalistici. Dopo circa mezz’ora, i manifestanti si sono dispersi senza che si registrassero feriti o danni.
L’episodio di Zagabria segue quello avvenuto pochi giorni prima a Spalato, dove lo stesso evento culturale era stato oggetto di minacce e tentativi di boicottaggio. In quell’occasione, la polizia aveva arrestato nove persone per incitamento all’odio e tentata aggressione. Domani, sabato 8 novembre, nel capoluogo dalmata gli ultras della Torcida hanno organizzato una protesta in Riva, manifestazione sostenuta anche dalle associazioni dei reduci di guerra.
Anche per questo motivo, le autorità croate avevano predisposto un livello di sicurezza più elevato nella capitale, temendo possibili provocazioni.
Nonostante il clima di tensione, la mostra è stata inaugurata regolarmente. All’evento erano presenti il deputato e presidente del Partito democratico serbo indipendente (SDSS) Milorad Pupovac, le parlamentari Ivana Kekin e Sandra Benčić e il vicesindaco di Zagabria Luka Korlaet.
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