Divjak e Radin sui nodi delle scuole CNI

Lungo incontro a Zagabria tra il vicepresidente del Sabor e deputato dell’etnia e il ministro della Scienza e dell’Istruzione

Blaženka Divjak e Furio Radin

La politica non va in vacanza nemmeno nel periodo natalizio. Archiviato il lungo braccio di ferro tra governo e Sindacati sui coefficienti per la complessità del lavoro degli insegnanti, si torna a parlare dei problemi che affliggono il mondo della scuola, con l’occhio rivolto in particolare alla riforma curricolare. E in quest’ambito non vanno dimenticate pure le questioni aperte che riguardano il sistema scolastico della Comunità Nazionale Italiana.
Il vicepresidente del Sabor e deputato della CNI presta, assieme all’Unione Italiana, a questi temi una grande attenzione, vista l’importanza strategica che la scuola assume per la minoranza. Così l’On. Furio Radin ha avuto un lungo incontro, la mattina della vigilia di Natale, con il ministro della Scienza e dell’Istruzione, Blaženka Divjak. In un’ora e mezzo di riunione, a quattr’occhi e a tratti anche con toni informali – come ha rilevato il vicepresidente del Parlamento di Zagabria – sono state affrontate a tutto campo le tematiche più importanti del mondo della scuola della Comunità Nazionale Italiana.
Non sono stati evitati nemmeno temi molto sentiti dai docenti e dagli alunni della minoranza, come la maturità di Stato, il riconoscimento della qualifica professionale conseguita all’estero (nel caso della CNI in Italia) e la riforma curriculare. Non va scordato nemmeno l’insegnamento della L2, ovvero dell’italiano come lingua dell’ambiente sociale nelle scuole della maggioranza, un tema di grande rilievo per la presenza della lingua italiana sul territorio d’insediamento storico della minoranza. Nell’intervista di fine anno con l’On. Radin ritorneremo su questi e su molti altri temi di vitale importanza per la Comunità Nazionale Italiana.
Ricordiamo che prima dell’estate il deputato della CNI aveva partecipato a un incontro con i direttori e i presidi delle elementari e delle medie superiori dell’etnia, in seguito al quale era stata inviata una lettera al ministro della Scienza e dell’Istruzione, Blaženka Divjak, imperniata su parecchi argomenti di rilievo e in particolare sul curricolo per l’italiano, poi approvato entro il 30 agosto. C’era poi stato anche un incontro con il ministro al quale oltre all’On. Furio Radin avevano partecipato il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva e la titolare del settore istruzione dell’Esecutivo UI, Iva Bradaschia Kožul. Ora si prosegue sulla strada tracciata, con l’auspicio di poter sciogliere i nodi che ancora permangono e addivenire a soluzioni soddisfacenti. Ovviamente il percorso non è semplice. Le normative attuali non sempre vanno nella direzione auspicata dalla CNI e per modificarle, trattandosi di leggi che incidono nella sfera dei diritti umani e minoritari, serve una maggioranza qualificata dei due terzi difficile da mettere assieme. Una maggioranza, lo ribadiamo, importante per evitare sempre possibili ridimensionamenti futuri dei diritti.
Non va scordato, infatti, che spesso per le minoranze nazionali è già una conquista importante quella di evitare soluzioni nuove che si rivelino penalizzanti. In ogni caso incoraggia il fatto che i rappresentanti dell’etnia non si perdano d’animo e continuino a impegnarsi anche sul fronte scolastico, senza il quale per ogni minoranza il futuro si presenta molto difficile.

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