La Croazia ha firmato con l’Unione europea un accordo di prestito da 1,7 miliardi di euro destinato al rafforzamento delle proprie capacità difensive. L’intesa, sottoscritta oggi, giovedì 14 maggio, a Zagabria nell’ambito dello strumento SAFE (“Security Action for Europe”), rappresenta uno dei più importanti investimenti militari del Paese dall’ingresso nella NATO e nell’Ue.
L’accordo è stato firmato presso la sede del governo croato dal ministro della Difesa Ivan Anušić e dal ministro delle Finanze Tomislav Ćorić, insieme al commissario europeo per la Difesa Andrius Kubilius.
«Prestito favorevole fino a 45 anni»
Le risorse saranno utilizzate principalmente per l’acquisto di carri armati tedeschi Leopard, obici francesi Caesar, camion militari cechi destinati alla logistica e al trasporto, oltre che per diverse tipologie di munizioni. Prima della firma, il premier Andrej Plenković ha sottolineato che si tratta di un prestito particolarmente favorevole, con una durata fino a 45 anni.
Secondo il capo del governo, l’operazione consentirà alla Croazia di avvicinarsi ai nuovi obiettivi fissati dalla NATO, che prevedono un aumento delle spese per la difesa fino al 5 per cento del Pil entro il 2035. Durante il vertice dell’Alleanza atlantica all’Aia era stato stabilito un obiettivo del 3,5 per cento per le spese strettamente militari e di un ulteriore 1,5 per cento per investimenti “a duplice uso”, civile e militare.
Plenković ha ricordato che negli ultimi dieci anni il bilancio croato della difesa è triplicato e che nel 2025 ha raggiunto il 2,1 per cento del Pil. Circa un terzo delle risorse stanziate viene già destinato alla modernizzazione delle forze armate.
Nel suo intervento, il commissario europeo Kubilius ha dichiarato che “non sono tempi facili per l’Europa”, alle prese con diversi conflitti e con una crescente instabilità internazionale. Ha definito SAFE “uno strumento senza precedenti” e ha elogiato la Croazia per la “chiara leadership” mostrata nel rafforzamento della propria sicurezza.
L’ex premier lituano ha inoltre indicato la Croazia come “un esempio per altri Paesi di dimensioni simili”, ricordando il ritorno del servizio militare obbligatorio, la modernizzazione dell’aeronautica e il ruolo assunto da Zagabria nelle iniziative europee dedicate allo sviluppo dei droni.
Il ministro delle Finanze Ćorić ha precisato che dei complessivi 1,7 miliardi di euro messi a disposizione della Croazia, 255 milioni saranno disponibili immediatamente sotto forma di prefinanziamento.
Il prestito verrà finanziato tramite l’indebitamento dell’Unione europea sui mercati internazionali dei capitali e sarà concesso agli Stati membri a condizioni agevolate, con lunghi tempi di rimborso e un periodo iniziale di grazia.
Le risorse potranno essere utilizzate fino al 31 dicembre 2030, mentre il rimborso avrà una scadenza massima di 45 anni, con dieci anni di sospensione del pagamento del capitale. Gli oneri relativi alla restituzione del prestito, agli interessi e agli altri costi saranno coperti dal bilancio statale croato attraverso il ministero delle Finanze.
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