Danubio e Drava ai minimi storici: la Croazia affronta una crisi idrica inedita

Ambiente sotto pressione e consumi da limitare

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Danubio e Drava ai minimi storici: la Croazia affronta una crisi idrica inedita
Foto: David Jerkovic/PIXSELL

La lunga ondata di siccità che sta interessando la Croazia continua a prosciugare fiumi, sorgenti e bacini idrici, facendo registrare livelli mai osservati in oltre un secolo. Il Danubio e la Drava hanno raggiunto nuovi minimi storici, mentre nelle aree costiere e sulle isole le ridotte portate delle sorgenti hanno costretto numerosi acquedotti a invitare la popolazione a un uso più responsabile dell’acqua. Nonostante il quadro sia definito “molto serio”, le autorità assicurano che, almeno per il momento, l’approvvigionamento idrico rimane stabile e non si prevedono interruzioni del servizio.
A tracciare il quadro è stato il direttore generale delle Hrvatske vode, Zoran Đuroković, intervenuto al telegiornale della televisione pubblica croata HRT. L’emergenza, ha spiegato, non riguarda soltanto la scarsità di precipitazioni, ma anche le temperature eccezionalmente elevate delle acque, che stanno mettendo sotto pressione gli ecosistemi fluviali e la produzione di energia idroelettrica.

Record negativi
I numeri fotografano un’emergenza senza precedenti. Sul Danubio, alla stazione di Batina, il livello dell’acqua è sceso fino a meno 142 centimetri, superando il precedente record risalente al 1909. Anche la Drava ha toccato un nuovo minimo storico, passando dal precedente record di meno 172 centimetri agli attuali meno 192.
Secondo Đuroković, si tratta di valori estremi destinati a perdurare ancora per diversi giorni. Le previsioni non indicano infatti un’inversione di tendenza nel breve periodo, mentre il caldo continua ad alimentare l’evaporazione e a ridurre ulteriormente la portata dei corsi d’acqua.
La situazione è resa ancora più delicata dall’aumento della temperatura dei fiumi, che riduce la quantità di ossigeno disponibile e rappresenta un rischio crescente per pesci, flora e fauna che vivono lungo le rive.

Costa e isole sotto pressione
Le maggiori criticità si concentrano nelle aree carsiche, lungo la costa adriatica e nelle isole, dove molte sorgenti e pozzi hanno visto diminuire sensibilmente la loro capacità. In numerose località sono già in vigore misure di risparmio idrico e gli acquedotti hanno invitato cittadini e attività economiche a limitare gli sprechi.
Le autorità, tuttavia, rassicurano che non si è ancora arrivati a razionamenti tali da compromettere le esigenze essenziali della popolazione. In alcune zone si registrano cali di pressione nella rete, ma l’acqua continua a raggiungere le abitazioni.

Anche nella Lika la situazione è attentamente monitorata. L’area di Brinje registra una diminuzione della portata delle sorgenti e si stanno cercando soluzioni per garantire contemporaneamente l’approvvigionamento delle famiglie e delle imprese. A incidere è anche un cambiamento ormai evidente: la quasi totale assenza di neve durante l’inverno, che per decenni ha rappresentato la principale riserva naturale capace di alimentare i corsi d’acqua della regione durante i mesi più caldi.

Il continente resiste, ma cresce il rischio ecologico
Nelle regioni continentali la situazione appare meno critica grazie alla presenza delle falde sotterranee e dei grandi fiumi. Hrvatske vode ha comunque rafforzato il monitoraggio sul territorio, inviando personale aggiuntivo per controllare non solo i principali corsi d’acqua, ma soprattutto i torrenti minori, oggi particolarmente vulnerabili.
Đuroković ha rivolto un appello ai gestori degli impianti di depurazione e alle aziende affinché prestino la massima attenzione al trattamento delle acque reflue. Con portate così ridotte e temperature elevate, anche un modesto apporto di sostanze inquinanti potrebbe provocare gravi danni ambientali e innescare incidenti ecologici nei piccoli corsi d’acqua.
Le autorità invitano quindi tutti gli operatori a rispettare rigorosamente gli standard di depurazione almeno fino all’arrivo delle prime piogge, che al momento non sono previste nei prossimi cinque-sette giorni.

Effetti anche sull’energia e appello al risparmio
La siccità sta incidendo anche sulla produzione di energia elettrica. La riduzione della portata della Drava ha comportato un calo dell’attività delle centrali idroelettriche, sebbene Hrvatske vode e la compagnia elettrica nazionale HEP stiano coordinando la gestione degli invasi per garantire sia la produzione energetica sia il mantenimento del cosiddetto deflusso biologico minimo, indispensabile per la sopravvivenza degli ecosistemi fluviali.
Una nota positiva arriva dall’Istria, dove il lago di Bottonega, principale riserva idrica della penisola, dispone ancora di volumi sufficienti a garantire l’approvvigionamento. Al momento non sono previste riduzioni significative della fornitura, ma anche in questa regione resta l’invito a utilizzare l’acqua con moderazione.
In attesa di un cambiamento delle condizioni meteorologiche, le autorità ribadiscono che il contributo dei cittadini sarà fondamentale.

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