Con la ventunesima edizione del ČAnsonfest si è rinnovata, negli spazi del bocciodromo “Slavko Stanić” di Castua, una delle più autentiche celebrazioni della lingua e dell’identità ciacava. L’evento, culmine della trentaquattresima Estate culturale castuana, ha ribadito il valore profondo del dialetto come veicolo d’espressione artistica e di patrimonio culturale vissuto. A condurre la serata con ironia, brio e spigliatezza è stato Mario Lipovšek Battifiaca, il quale ha accompagnato il pubblico attraverso le esibizioni di diciotto artisti, tra cui si sono distinti anche i connazionali Nevia Rigutto, Deborah Voncina Ivanić, Valter Milovan Maer e Francesco Squarcia. Il premio “Nikola Luzer”, assegnato da Pomorski radio Bakar alla chanson che meglio esprime il legame con il territorio, è stato conferito a Neven Barac, autore e interprete del brano “Kad sad pogljedan za sobun” (Se ora mi guardo indietro). Barac si è inoltre aggiudicato il titolo di miglior cantautore della kermesse, affermandosi come uno degli interpreti più apprezzati di questa edizione. Il riconoscimento per il miglior testo è andato alla canzone “Ruke” (Mani), eseguita da Nevia Rigutto, con musica di Igor Stanković e parole di Ljubica Bestulić-Stanković. Una composizione che ha saputo unire delicatezza poetica e intensità melodica, restituendo un’emozione lucida e profonda. Un apice di coinvolgimento emotivo è stato raggiunto con Martina Majerle, la cui interpretazione del brano “Jutra rano gren” (Me ne vado all’alba), firmato da Zemir Delić, ha letteralmente rapito la platea. Applausi prolungati hanno accompagnato la sua esibizione, che si è imposta per intensità espressiva e potenza interpretativa. Il brano ha ottenuto un triplice riconoscimento: miglior chanson del festival, premio del pubblico e un tributo sentito che ha attraversato l’intera sala. Nella sezione riservata ai debuttanti, a distinguersi è stata la giovane Mara Lukanović, che con “Magar va snu” (Almeno nel sogno) ha ricevuto il premio per le nuove voci, rivelando una cifra artistica fresca e promettente. Radio Istra, da parte sua, ha assegnato il riconoscimento per la canzone più trasmessa della scorsa edizione – “Najboji čovek va svete” (Il miglior uomo del mondo) – a Dražen Turina Šajeta. La folta e calorosa partecipazione del pubblico, che ha accompagnato con applausi intensi ogni esibizione, ha confermato ancora una volta quanto il dialetto ciacavo rappresenti un bene condiviso, da custodire e trasmettere.
Foto: Ivor Hreljanović

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