Il turismo croato chiude il 2025 con il segno più, ma senza trionfalismi. I numeri parlano di una crescita lieve ma costante negli arrivi e nei pernottamenti, accompagnata da un aumento dei ricavi provenienti dai turisti stranieri. Allo stesso tempo, però, l’aumento generalizzato dei prezzi e dei costi sta erodendo i margini di profitto e frenando gli investimenti. È per questo che il 2026, più che come un nuovo anno di espansione, viene già letto dagli operatori come un periodo di assestamento e stabilizzazione.
Una crescita che si sposta fuori dall’alta stagione
Secondo le valutazioni del settore, il turismo nel 2026 potrà eguagliare o persino superare i risultati del 2025 solo a due condizioni: che i prezzi si stabilizzino e che i flussi continuino a distribuirsi lungo tutto l’anno. È proprio la buona performance della pre e post stagione ad aver sostenuto la crescita nel 2025, mentre nei mesi tradizionalmente più forti, luglio e agosto, si è registrato un calo dei volumi fisici, un fatto che non accadeva da molti anni.
C’è chi legge questo dato in chiave positiva, sottolineando la riduzione della pressione nei mesi estivi, e chi invece lo considera un segnale da non sottovalutare. L’estate resta infatti il cuore del turismo croato, sia in termini di presenze sia di ricavi. Non a caso, nel pieno della stagione si sono moltiplicate offerte last minute e sconti, soprattutto per riempire strutture che faticavano a raggiungere i livelli di occupazione attesi.
Qualità che paga, prezzi senza valore che penalizzano
A reggere meglio l’urto sono state le strutture di fascia alta. Hotel, campeggi e alloggi premium, capaci di giustificare prezzi più elevati con servizi e qualità, hanno registrato la domanda più solida e i migliori tassi di occupazione. Più in difficoltà, invece, chi ha aumentato le tariffe senza un reale miglioramento dell’offerta, in particolare nel segmento dell’alloggio privato e familiare.
I dati ufficiali del sistema eVisitor relativi agli undici mesi del 2025 parlano di 21,4 milioni di arrivi e 109 milioni di pernottamenti, rispettivamente in crescita del 2 e dell’1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le stime indicano che il trend positivo si confermerà anche sul totale annuo, sostenuto da un buon mese di dicembre grazie ai mercatini dell’Avvento e alle celebrazioni di Capodanno.
Il peso crescente del turismo interno ed europeo
Un segnale rilevante arriva dal turismo domestico. I croati, con 13,4 milioni di pernottamenti nei primi undici mesi, sono diventati il secondo mercato più importante, con una crescita del 3,2 per cento, la più alta tra i primi dieci mercati di riferimento. Un aumento simile si registra anche per i turisti polacchi, che con 7,3 milioni di pernottamenti salgono al quinto posto.
In testa resta la Germania con 22,2 milioni di pernottamenti, seguita dalla Slovenia con oltre 11 milioni e dall’Austria con 8,1 milioni. Per tedeschi e austriaci i livelli sono sostanzialmente stabili rispetto al 2024, mentre gli sloveni segnano un lieve aumento, riporta l’agenzia Hina.
Sul fronte dei ricavi, la Banca centrale croata (HNB) ha stimato a giugno che le entrate derivanti dai turisti stranieri, che rappresentano oltre il 90 per cento del traffico turistico complessivo, cresceranno nel 2025 di circa il 3,6 per cento, raggiungendo i 15,5 miliardi di euro. I dati definitivi arriveranno solo nel primo trimestre del 2026.
Il governo: meno numeri, più equilibrio
Per il ministro del Turismo e dello Sport Tonči Glavina, il 2025 ha confermato la direzione intrapresa negli ultimi anni. Risultati record, sì, ma soprattutto una crescita più equilibrata lungo l’arco dell’anno. La forza della pre e post stagione, unita a una leggera attenuazione della pressione estiva, viene letta come la prova di una strategia orientata alla sostenibilità e alla qualità.
Per il 2026, il ministero punta sulla competitività dei prezzi e su un rapporto più realistico tra costo e valore dell’offerta. Tra le priorità figurano l’attuazione della legge sul turismo, una gestione delle destinazioni basata sui dati e un nuovo disegno di legge sull’attività ricettiva, pensato per riequilibrare la struttura dell’offerta, alzare gli standard e garantire regole più chiare per tutti.
Anche l’Ente nazionale croato per il turismo guarda al futuro con prudente ottimismo. Il direttore Kristjan Staničić sottolinea come la crescita del 2025 sia arrivata soprattutto fuori dall’estate e ribadisce la necessità di rafforzare la promozione, le campagne digitali e la collaborazione con compagnie aeree e piattaforme di viaggio, per rendere la Croazia accessibile e visibile tutto l’anno.
Costi in aumento e investimenti sotto pressione
Se i ricavi crescono, i costi crescono ancora di più. È il punto su cui insistono le associazioni di categoria. Agenzie di viaggio, ristoratori e albergatori parlano di un 2025 complessivamente buono, ma segnato da forti pressioni sui margini. Il carovita, i prezzi nei negozi, l’aumento del costo del lavoro e delle materie prime pesano su tutta la filiera.
Secondo i rappresentanti del settore alberghiero, dal 2020 al 2025 il costo del lavoro è aumentato di oltre il 50 per cento, mentre i prezzi alimentari sono cresciuti più rapidamente rispetto alla media europea. In questo contesto, le tariffe non sono più fissate con largo anticipo, ma adattate giorno per giorno in base alla domanda, con margini sempre più sottili.
Gli investimenti, soprattutto nella ristorazione, risultano in calo, e senza nuovi capitali diventa difficile sostenere qualità, innovazione e l’ambizione di posizionare la Croazia anche come destinazione gastronomica di riferimento.
Sfide normative e carenza di personale
Il 2026 si annuncia complesso anche sul piano normativo. Le nuove regole sull’urbanistica e sull’uso del suolo hanno imposto compromessi, come nel caso delle case mobili nei campeggi, che non saranno considerate edifici, ma resteranno soggette a limiti e scadenze. Una soluzione accolta con moderata soddisfazione dagli operatori.
Restano aperte altre questioni strutturali: la carenza di manodopera, la gestione dell’alloggio per i lavoratori stagionali e le nuove norme sugli stranieri. Nel frattempo, continua il malcontento dei piccoli proprietari di alloggi turistici, che si sentono penalizzati dalle recenti modifiche fiscali e accusati ingiustamente di alimentare l’eccesso di appartamenti.
Verso il 2026: valore, esperienza e destagionalizzazione
Guardando avanti, il turismo europeo nel 2026 dovrebbe crescere di oltre il 6 per cento, trainato da una domanda che, nonostante i prezzi più alti, non rinuncia a viaggiare. Cambiano però le preferenze: più attenzione al valore per il denaro, viaggi più lenti, destinazioni tranquille, strutture di piccole dimensioni e esperienze legate alla cultura locale.
Sono tendenze che giocano a favore della Croazia, a patto di non forzare ulteriormente i prezzi e di continuare a investire su qualità e destagionalizzazione. Dopo anni di crescita rapida, il settore sembra entrato in una fase più matura. Il 2026 non sarà l’anno dei record, ma potrebbe essere quello delle scelte decisive.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































