Il livello eccezionalmente basso del Danubio ha riportato alla luce un frammento di storia lungo quasi novant’anni. Nei pressi di Opatovac, nella Regione di Vukovar e della Sirmia (Srijem), sono infatti emersi i resti di una grande imbarcazione affondata, mentre il ritrovamento di un articolo di giornale del 1937 potrebbe offrire un’importante chiave per identificarne l’origine.
A rendere nota la scoperta è stato il Comune di Lovas, che sui social ha raccontato come un residente, Hrvoje Ivanika, abbia rinvenuto un vecchio articolo di cronaca risalente al 1937, nel quale si descrive l’affondamento di un grande chiatta proprio nello stesso tratto del Danubio.
Secondo il resoconto dell’epoca, nei pressi della sponda di questa parte della Sirmia affondò un natante appartenente a una compagnia di navigazione austriaca, contrassegnata con il numero 5722. L’imbarcazione trasportava un carico di carbone equivalente a circa 50 vagoni ferroviari. Dopo gli accertamenti, scriveva il giornale, il mezzo venne dichiarato irrimediabilmente perduto: dall’acqua continuava a emergere soltanto la poppa. I danni furono stimati in circa 400 mila dinari, una cifra considerevole per quel periodo.
Un mistero riemerso
Al momento non è possibile stabilire con certezza se si tratti della stessa chiatta affondata quasi un secolo fa. Saranno gli esperti, attraverso un’analisi dettagliata dei reperti, a verificare l’eventuale collegamento tra il relitto appena riemerso e quello descritto nella cronaca dell’epoca. Dal Comune di Lovas sottolineano come il Danubio continui a custodire numerosi segreti del passato. “Il fiume conserva ancora molte storie mai raccontate e questa potrebbe essere una delle più affascinanti”.
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