Cybersicurezza, l’AI alimenta le truffe online

Lo studio di Infobip fotografa l'evoluzione della criminalità informatica

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Cybersicurezza, l’AI alimenta le truffe online
Foto: Erika Barnaba

L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente anche il mondo delle truffe informatiche. Secondo una ricerca presentata dalla piattaforma globale di comunicazione cloud Infobip, nel 2025 si è registrata una forte crescita delle frodi generate o potenziate dall’AI, con il phishing che rappresenta ormai il 49 p.c. di tutti i contenuti malevoli bloccati. Il fenomeno ha segnato un incremento del 94 p.c. rispetto all’anno precedente.
L’analisi si basa su miliardi di interazioni digitali elaborate a livello mondiale e fotografa un panorama in cui i criminali informatici sfruttano sempre più l’intelligenza artificiale per rendere gli attacchi più efficaci e difficili da individuare.

Il phishing la minaccia principale
Il phishing, ovvero il tentativo di sottrarre dati personali fingendosi banche, corrieri o altri enti affidabili attraverso e-mail o SMS, continua a essere la tecnica di frode più diffusa. L’obiettivo è indurre le vittime a comunicare password, dati bancari o numeri di carte di pagamento, facilitando così furti di denaro o di identità.
Secondo Infobip, i truffatori utilizzano sempre più strumenti di intelligenza artificiale per automatizzare la produzione di messaggi fraudolenti e personalizzarli in base ai destinatari, aumentando sensibilmente il numero di attacchi. Le minacce individuate sono cresciute del 77 p.c. rispetto all’anno precedente.

La risposta passa dall’intelligenza artificiale
Parallelamente all’evoluzione delle tecniche criminali, anche le aziende stanno accelerando gli investimenti in sistemi di sicurezza basati sull’AI. Lo studio evidenzia che l’adozione di strumenti di rilevamento delle frodi fondati sull’intelligenza artificiale è aumentata del 71 p.c. nell’ultimo anno, mentre i sistemi capaci di riconoscere comportamenti sospetti hanno registrato una crescita del 105 p.c.
Secondo Infobip, questi dati confermano un cambio di approccio nella cybersicurezza: sempre più organizzazioni puntano su modelli di difesa proattivi e adattivi, capaci di identificare le minacce prima che possano causare danni.
“I truffatori sfruttano oggi l’intelligenza artificiale per automatizzare le loro attività e operare su una scala senza precedenti”, ha spiegato Matija Ražem, direttore commerciale Telecom di Infobip. “Ma anche i sistemi di protezione basati sull’AI stanno evolvendo con la stessa rapidità. La forte crescita delle soluzioni di rilevamento dimostra che le aziende più avanzate non considerano più la sicurezza un elemento accessorio, bensì una componente integrata fin dalla progettazione delle proprie infrastrutture di comunicazione”.

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