Croazia violenta, assalto alla troupe di N1: arrestato 18enne

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Croazia violenta, assalto alla troupe di N1: arrestato 18enne
Una camionetta della polizia e un'ambulanza in piazza bano Jelačić, a Zagabria. Foto: Hrvoje Kostelac/PIXSELL

La polizia di Zagabria e il ministro dell’Interno Davor Božinović, hanno diffuso nuove informazioni sull’aggressione ai danni di una troupe dell’emittente televisiva N1, avvenuta mercoledì pomeriggio 12 novembre, intorno alle 14 in piazza bano Jelačić, nel centro della capitale croata.

Secondo quanto comunicato dalla Questura, un 18enne è stato arrestato e accusato di aver commesso due reati di violenza contro persone che svolgono un’attività di pubblico interesse o in servizio pubblico, in base all’articolo 315.b del Codice penale croato. Le vittime sono un giornalista di 31 anni e un cameraman di 51 anni.

L’aggressione durante un servizio sul campo

L’episodio si è verificato intorno alle 14, mentre il giornalista e il cameraman stavano lavorando a un servizio in diretta. Il giovane si è avvicinato alla troupe, ha minacciato di usare la forza, li ha insultati e ha colpito con la mano l’obiettivo della telecamera.
Dopo il gesto, ha continuato a inveire contro di loro e si è allontanato. Poco dopo è stato individuato e fermato in piazza Re Tomislav.

Fonti di stampa riferiscono che il giovane avrebbe parlato con accento dalmata e che avrebbe fatto riferimenti offensivi ai “purgeri”, termine usato per indicare i cittadini di Zagabria.

L’aggressore, secondo le prime informazioni, sarebbe stato uno dei liceali di Spalato in gita nella capitale, proprio nel giorno in cui, poco dopo, si è verificata una rissa tra giovani tifosi dei Bad Blue Boys (sostenitori della Dinamo) e un gruppo di studenti spalatini.

Ubriaco e violento anche in caserma

La polizia ha reso noto che il giovane, una volta condotto in centrale, ha continuato a comportarsi in modo aggressivo, insultando e denigrando gli agenti. Sottoposto ad alcoltest, è risultato positivo con 1,62 g/kg di alcol nel sangue. Per questo motivo è stato denunciato anche per disturbo dell’ordine pubblico ai sensi della legge sulle infrazioni contro la quiete pubblica.

Il cameraman aggredito ha riportato lievi ferite ed è stato soccorso presso l’Istituto di pronto intervento medico della città di Zagabria.

Completata l’indagine, il giovane è stato denunciato all’autorità giudiziaria e affidato al custode della polizia giudiziaria di Zagabria.

«Già cinque volte segnalato dalla polizia di Spalato»

Il ministro dell’Interno Davor Božinović ha confermato che l’aggressore non era un volto nuovo per le forze dell’ordine. “Questa persona era già stata fermata e denunciata cinque volte dalla polizia di Spalato. Dopo tutto questo, si è ritrovata a Zagabria, ubriaca, ad aggredire un cameraman. È un esempio di come il sistema spesso non riesca a garantire sanzioni adeguate per i recidivi”, ha dichiarato Božinović.

Il ministro ha lodato la rapidità dell’intervento delle forze dell’ordine, ma ha auspicato una risposta più severa da parte della magistratura, affinché comportamenti di questo tipo non restino impuniti.

“La polizia ha fatto il suo lavoro. Ora tocca al sistema giudiziario assicurare che ci siano conseguenze. Spero che l’autore riceva una pena adeguata”, ha aggiunto.

Una rissa collegata?

Božinović ha anche commentato la rissa scoppiata circa un’ora e mezza dopo lo stesso episodio, sempre in piazza bano Jelačić, tra giovani tifosi e studenti spalatini. Secondo le prime indagini, i due eventi potrebbero essere collegati: il gruppo dei Bad Blue Boys avrebbe reagito alle “provocazioni” seguite all’aggressione della troupe di N1.

La polizia sta ancora verificando la dinamica, ma ha già identificato quattro persone coinvolte, tra cui tre minorenni, attualmente affidati al centro per minori di Dugave.
“Le scuole coinvolte provenivano da Spalato – ha precisato Božinović –: alcuni studenti erano in visita alla Banca nazionale croata, altri alla fiera Interliber. Dopo le attività, si sono recati in centro, dove si è verificato lo scontro”.

«Serve più responsabilità anche di società calcistiche  parte delle famiglie»

Il ministro ha inoltre ammesso che tra i giovani coinvolti ci sono appartenenti a gruppi ultras, e ha sottolineato la necessità che le società calcistiche e i genitori si assumano la propria parte di responsabilità.

“Le tifoserie hanno un rapporto diretto con i club, che devono assumersi la responsabilità di comportamenti violenti dei propri sostenitori. La polizia reagisce rapidamente, ma non può essere l’unico argine”, ha detto Božinović.

Ha poi ricordato che la polizia croata “fa più del necessario” per prevenire la violenza, anche attraverso programmi educativi nelle scuole, ma che “la prevenzione deve essere condivisa da tutti”.

“Ogni giorno risolviamo centinaia di casi di violenza, ma serve una cultura della responsabilità. Se una persona viene fermata cinque volte e continua a delinquere, significa che qualcosa nel sistema non funziona”, ha concluso.

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