Croazia, una dieta post-festiva senza pesce azzurro

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Croazia, una dieta post-festiva senza pesce azzurro
Foto: Dusko Jaramaz/PIXSELL

In questi primi giorni del 2026 le tavole dei croati devono fare a meno di uno dei loro alimenti più amati. Dal 1° gennaio è infatti entrato ufficialmente in vigore il fermo pesca per la sardina e l’altro pesce azzurro, una pausa biologica necessaria che sta già facendo sentire i suoi effetti sui banchi dei mercati ittici e nelle abitudini dei cittadini. Dopo i ricchi banchetti delle festività, molti cittadini avevano pianificato di tornare a una dieta più leggera, puntando proprio sul pesce. Ma le reti resteranno asciutte per tutto il mese. “È un peccato che ci sia il fermo proprio ora,” commentano Ljilja Maria e Slavica tra i banchi del mercato. “Ne avremmo avuto davvero bisogno in questo momento per ‘ripulirci’ e rigenerarci dopo le abbuffate delle feste. D’estate è importante, certo, ma ora sarebbe stato l’ideale”. Quattro milioni di euro in indennizzi Il Ministero dell’Agricoltura, della Silvicoltura e della Pesca ha confermato che la sospensione durerà 30 giorni. In questo periodo, i pescherecci hanno il divieto assoluto di svolgere qualsiasi attività e devono restare ormeggiati nei porti. Per compensare il fermo, lo Stato ha stanziato circa 4 milioni di euro in aiuti, previa notifica della Commissione europea. “Tutte le richieste che soddisferanno i criteri stabiliti verranno liquidate”, ha assicurato il Ministero, precisando che le domande di sostegno dovevano essere presentate entro la fine di dicembre. Mare ricco ma fragile Dei circa 140 operatori colpiti dal fermo pesca (principalmente imbarcazioni che utilizzano le reti a circuizione), il 10% proviene dall’area dell’Istria. Qui, i pescatori osservano il mare con un misto di speranza e preoccupazione. “C’è molto pesce nuovo, si vedono numerosi banchi di esemplari piccoli, specialmente nelle zone protette lungo la costa occidentale dell’Istria”, spiega Neven Lorencin, presidente dell’Associazione dei pescatori della Regione itriana. “La nostra speranza è che questo novellame non venga interamente decimato da tonni e delfini. Molto dipenderà anche dalle condizioni meteo, ma ci auguriamo che al rientro in mare le quantità siano sufficienti a garantire la sopravvivenza economica dei nostri pescherecci”. Per ora, la parola d’ordine è pazienza. Sia per chi il pesce lo vive come mestiere, sia per chi lo cerca per la propria tavola. Sarà il mare, come sempre, a dare l’ultima risposta alla fine di gennaio.

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