Negli ultimi giorni gli ispettori sanitari croati hanno effettuato un’ampia operazione di controllo sulla qualità del cibo consegnato a domicilio. I campioni sono stati prelevati da diversi ristoranti tramite le principali piattaforme di delivery e sottoposti ad analisi microbiologiche. Oltre al cibo, gli ispettori hanno verificato lo stato igienico delle borse termiche utilizzate dai fattorini e il livello di igiene personale dei corrieri.
I risultati destano preoccupazione: in un caso su cinque sono state riscontrate gravi irregolarità, in particolare scarsa pulizia e mancanza di procedure di lavaggio, disinfezione e sanificazione. Anche le società di consegna sono finite sotto la lente: su 20 controlli, sono state rilevate più di 30 violazioni, con 15 sanzioni comminate per un totale di 3590 euro.
Secondo Branko Kolarić, direttore dell’Istituto di Sanità Pubblica “Dr. Andrija Štampar” di Zagabria, le analisi hanno rivelato la presenza di batteri pericolosi. “Abbiamo trovato alimenti contaminati da microrganismi che possono provocare infezioni intestinali. Molte persone soffrono di diarrea, vomito o febbre dopo aver mangiato, ma spesso non si rivolgono al medico. Tuttavia, per anziani, bambini o persone fragili queste infezioni possono essere molto rischiose”, ha spiegato Kolarić in un’intervista a RTL.
L’esperto ha sottolineato che la contaminazione può avvenire per diverse ragioni: “Il cibo può essere stato appoggiato su superfici sporche, non lavato correttamente o lasciato troppo a lungo fuori dal frigorifero. In questi casi, i batteri si moltiplicano rapidamente”.
Le irregolarità, ha aggiunto Kolarić, non riguardano solo i corrieri e le loro borse, ma anche i ristoranti stessi, citando ad esempio insalate non lavate a dovere.
Quanto alla possibilità per i cittadini di riconoscere un alimento avariato, l’esperto ha precisato: “A volte possiamo accorgercene dal cattivo odore o dal sapore, ma non sempre. La sicurezza alimentare deve essere garantita lungo tutta la filiera, dal campo alla tavola. È responsabilità del sistema – Ministero della Salute, ispezioni sanitarie, produttori e ristoratori – assicurare che il cibo sia sicuro”.
Kolarić ha infine lanciato un appello per potenziare i controlli: “La nostra ispezione lavora bene, ma il personale è limitato. Servono più risorse e verifiche più frequenti. Invitiamo anche i ristoratori a effettuare controlli autonomi e a sottoporre campioni dei propri piatti a test di qualità e sicurezza”.
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