Si è chiuso lo scorso fine settimana a Düsseldorf il più grande salone nautico indoor d’Europa, una vetrina globale che ogni anno detta le tendenze del settore e misura il polso del turismo nautico internazionale. Su oltre 220mila metri quadrati, distribuiti in 17 gigantesche aree espositive, la fiera ha richiamato più di 200mila visitatori, confermandosi il principale evento mondiale per imbarcazioni, tecnologie, charter e destinazioni. E tra queste, la Croazia continua a occupare un posto di primo piano nel cuore – e nelle rotte – dei tedeschi.
Per il pubblico tedesco la Croazia resta una meta irrinunciabile. Non solo per la vicinanza geografica, ma per un mix di mare, infrastrutture e offerta nautica che negli anni ha costruito una reputazione solida. Non a caso, la presenza croata a Düsseldorf è stata numerosa e qualificata: il mercato tedesco, anche nel comparto nautico, resta strategico.
Secondo Romeo Dragicchio, direttore dell’ufficio dell’Ente nazionale per il turismo (Htz) in Germania, i segnali sono incoraggianti. I dati provvisori mostrano un leggero miglioramento rispetto allo scorso anno e l’obiettivo è replicare almeno i numeri del 2025, confermando una domanda stabile e interessata.
Un gigante del charter sull’Adriatico
Oggi il 35 per cento dell’intera flotta charter mondiale naviga nell’Adriatico. Per anni la Croazia è stata leader assoluta del settore, superata recentemente dalla Grecia soprattutto per una politica dei prezzi più aggressiva. Ma, assicurano gli operatori, non è il momento di allarmismi.
Paradossalmente, la domanda più forte riguarda proprio l’offerta di fascia alta. Le imbarcazioni di lusso continuano a trovare facilmente clienti, così come le barche a vela e i catamarani. In crescita anche il segmento degli yacht a motore tra i 12 e i 20 metri, mentre le grandi unità oltre i 30 metri sono sempre più richieste proprio lungo la costa croata.
I malumori dal mercato tedesco
Accanto all’ottimismo, però, emergono anche le ombre. Chi rientra dalla fiera tedesca racconta di domande sempre più insistenti sui prezzi. In particolare, i clienti tedeschi lamentano il costo dei posti barca in transito e quello di ristoranti e bar.
Secondo Sara Douzzan, presidente della categoria di settore presso la Camera di Commercio croata, alcune tariffe dei marina croati sono ormai paragonabili a quelle della Costa Azzurra, senza però poter garantire lo stesso livello di servizio e qualità. Un confronto che pesa e che rischia di indebolire la competitività del sistema.
Costi in aumento e margini sempre più stretti
Il problema riguarda tutta la filiera. Per gli operatori charter, tutto costa più dell’anno scorso: dai porti ai fornitori, dalla manodopera ai servizi di pulizia. Eppure, spiegano, i prezzi al cliente finale sono rimasti spesso invariati, comprimendo i margini e rendendo l’attività sempre più complessa.
Dopo anni di crescita sostenuta, rallenta anche l’ingresso di nuove imbarcazioni sul mercato. Aumenta invece l’offerta di barche usate, sempre più presenti negli annunci di vendita. Un segnale che gli addetti ai lavori leggono con attenzione.
La sfida della concorrenza
A lanciare un monito è Boris Žgomba, presidente dell’Associazione delle agenzie di viaggio della Camera di Commercio croata. Da tempo, spiega, il tema dei prezzi elevati viene indicato come un problema strutturale.
Aumentare i costi senza un reale miglioramento della qualità o dei servizi è una strada pericolosa. Secondo Žgomba, già dallo scorso anno si avverte un calo del traffico turistico reale, un segnale d’allarme per chi sa interpretare i dati. La concorrenza internazionale è forte e non concede sconti: senza un cambio di passo, avverte, le difficoltà potrebbero diventare serie.
Lo sguardo alla stagione e l’attesa per Pasqua
Nonostante tutto, il settore guarda con moderato ottimismo ai prossimi mesi. La macchina turistica è pronta per il periodo pasquale e le aspettative restano positive. La nautica croata si gioca ora una partita delicata: difendere il proprio posizionamento di qualità, senza perdere il contatto con un mercato sempre più attento al rapporto tra prezzo e valore.
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