Le prime settimane di agosto, tradizionalmente il periodo di maggiore afflusso dell’anno per il turismo croato, mostrano un quadro più articolato del previsto. Le strutture ricettive continuano a registrare buoni livelli di occupazione, ma aumentano le prenotazioni effettuate all’ultimo momento, così come le cancellazioni a ridosso della partenza. E in alcune destinazioni cominciano a comparire offerte e sconti che, in determinati periodi, arrivano fino al 30 per cento.
È il quadro che emerge dalle segnalazioni degli operatori del settore e dal monitoraggio dei sistemi di prenotazione di portali croati e stranieri, catene alberghiere e agenzie di viaggio. Un andamento che conferma una tendenza già emersa durante la fase pre-stagionale: anche nel cuore dell’estate il turista è diventato più prudente e, soprattutto, più attento al rapporto tra prezzo e qualità.
Il fenomeno delle prenotazioni “ultra last minute” non riguarda soltanto chi decide all’ultimo momento di partire, riporta l’agenzia Hina. A crescere sono anche le cancellazioni effettuate pochi giorni prima dell’arrivo. Tra i fattori che possono influenzare queste decisioni ci sono l’aumento del costo complessivo della vacanza, le offerte più convenienti proposte da altre destinazioni mediterranee e le condizioni meteorologiche, dalle ondate di caldo alla siccità, fino agli incendi e ai temporali.
Campi e hotel, però, continuano a tenere
Il quadro non è quello di una crisi generalizzata. I campeggi e gli alberghi, in particolare, continuano in molti casi a registrare buoni risultati.
Adriano Palman, direttore dell’Associazione croata dei campeggi, definisce quella in corso una stagione “molto interessante e impegnativa”, caratterizzata da vuoti nelle prenotazioni, dal ricorso sempre più frequente all’ultra last minute e da cambiamenti nei comportamenti di alcuni mercati.
Alcuni campeggi hanno rivisto i propri prezzi, laddove gli operatori hanno ritenuto necessario farlo, ma Palman sottolinea che si tratta di interventi circoscritti e non di una tendenza generalizzata.
Anche il comparto alberghiero mostra una situazione sostanzialmente positiva. Josipa Jutt Ferlan, presidente dell’Associazione degli albergatori della Camera di commercio croata, sottolinea che gli hotel stanno lavorando bene, soprattutto quelli di medie dimensioni.
“Gli hotel fino a 150 camere sono ben occupati e a prezzi soddisfacenti”, osserva Jutt Ferlan, secondo cui il fenomeno delle prenotazioni all’ultimo momento è ormai diventato una caratteristica strutturale del mercato. La vicinanza della Croazia ai principali mercati europei, spiega, consente infatti ai turisti di decidere la propria vacanza senza doverla necessariamente programmare con largo anticipo.
La qualità dell’offerta continua comunque a fare la differenza. “Gli hotel che offrono servizi completi e mantengono una qualità costante non hanno problemi di prenotazioni”, sottolinea.
Gli appartamenti sono più esposti al last minute
Una situazione più delicata emerge invece nel settore dell’alloggio privato. Barbara Marković, presidente dell’Associazione croata degli affitti turistici, sostiene che quanto sta accadendo non rappresenti una sorpresa, ma mette in guardia da due problemi che potrebbero pesare sempre di più sulla competitività della Croazia: l’aumento eccessivo dei prezzi e la carenza di un’offerta realmente di qualità.
“È vero che quest’anno, più che mai, gli alloggi si stanno riempiendo grazie alle prenotazioni last minute”, afferma Marković. Il comportamento dei turisti, però, è cambiato. Non viene più valutato soltanto il prezzo della camera o dell’appartamento, ma il costo complessivo della vacanza: trasporti, ristoranti, escursioni e attività.
Ed è proprio il conto finale a poter determinare la scelta della destinazione.
“Piccole differenze molto spesso decidono se una persona sceglierà la Croazia o un’altra destinazione mediterranea”, sottolinea Marković, citando in particolare Italia, Spagna e Montenegro.
Meno turisti in Istria e Dalmazia
Le impressioni raccolte sul territorio sembrano confermare questo cambiamento. Nel corso dell’ultimo mese Marković ha visitato numerose località della Dalmazia e dell’Istria, incontrando diversi proprietari di appartamenti e operatori turistici. In alcune destinazioni, racconta, è stata percepita una presenza inferiore di turisti rispetto alle aspettative.
Non necessariamente meno arrivi, dunque, ma anche un diverso modo di vivere la vacanza e soprattutto di spendere.
“Gli ospiti trascorrono più tempo negli alloggi, non escono tutte le sere nei ristoranti e visitano meno le attrazioni e le località nei dintorni”, spiega Marković. Un cambiamento che rischia di avere conseguenze ben oltre il settore ricettivo, perché coinvolge direttamente ristoranti, escursioni, attività commerciali e tutti quei servizi che dipendono dalla spesa dei visitatori.
Il turista confronta ormai tutto
È forse questo il segnale più importante che arriva dall’estate 2026: il turista non sceglie più soltanto una località, ma confronta l’intero costo dell’esperienza.
“Non si può pensare che i turisti continueranno a venire soltanto per il bel mare e il sole”, avverte Marković. I visitatori, sostiene, sono oggi perfettamente consapevoli di quanto ricevono in cambio del loro denaro in Croazia e di quanto possono ottenere in destinazioni concorrenti.
Il confronto, dunque, non è più soltanto tra un appartamento e un hotel, oppure tra una spiaggia e un’altra. È tra l’intero pacchetto vacanza offerto dalla Croazia e quello proposto da altri Paesi del Mediterraneo.
La critica alla gestione del turismo
Da qui anche una critica più ampia al modo in cui viene gestito il turismo croato. Secondo Marković, in molte destinazioni manca ancora una vera strategia di lungo periodo.
Organizzare qualche evento, partecipare alle fiere, stampare materiale promozionale e poi aspettare che la stagione faccia il suo corso non è più sufficiente, sostiene.
“Bisogna sapere quale turista vogliamo, come sviluppare l’offerta, come gestire i prezzi ed essere competitivi nel lungo periodo”, afferma.
La vera sfida, quindi, non riguarda soltanto il numero di turisti che arriveranno sulle coste croate nelle prossime settimane, ma la capacità del Paese di mantenere la propria competitività in un Mediterraneo sempre più affollato di alternative.
“È tempo di smettere di vivere nella convinzione di essere una destinazione donata da Dio”, conclude Marković. “Il turismo oggi va pianificato, gestito e per ogni ospite bisogna competere. Chi lo capirà prima avrà più successo”.
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