Croazia. Tra algoritmi e costi reali, esplode il nodo taxi

Autisti in rivolta per commissioni e prezzi imposti dalle piattaforme. Il governo studia un tetto minimo e massimo al chilometro

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Croazia. Tra algoritmi e costi reali, esplode il nodo taxi
Una recente protesta dei tassinari a Zara. Foto: Sime Zelic/PIXSELL

Sciopero in vista, applicazioni spente e tariffe destinate a salire. Il mercato dei taxi croato entra in una fase delicata, stretto tra prezzi sempre più bassi imposti dalle piattaforme digitali e le richieste dei conducenti, che denunciano compensi insufficienti e commissioni troppo alte. Il governo, dal canto suo, prepara una stretta: introdurre un tetto minimo e massimo al costo delle corse al chilometro.

Prezzi che cambiano a seconda dell’app

Oggi, per andare dalla stazione centrale di Zagabria al quartiere di Trešnjevka, poco più di tre chilometri, si può pagare 5,39 euro con una piattaforma o 3,50 euro con un’altra, magari grazie a una promozione. In pratica, un euro al chilometro. Una cifra che per i clienti è allettante, ma che per molti autisti è diventata insostenibile.

“Quando ci sono troppi conducenti in strada, il prezzo scende a due o tre euro per una corsa. E intanto, per due o tre minuti su un’auto del luna park, si pagano 3 o 4 euro”, ha raccontato il tassista Miro Jelić al programma televisivo RTL Direkt. “Noi possiamo percorrere sette chilometri per 3 o 4 euro”.

Gli autisti annunciano rincari, sostenendo che con queste tariffe non è possibile coprire i costi di carburante, manutenzione e ammortamento dei veicoli, oltre alle commissioni trattenute dalle piattaforme.

Il nodo delle commissioni
Il problema, spiegano i rappresentanti di categoria, non riguarda solo il prezzo finale pagato dal cliente. Sono le piattaforme a stabilire tariffe, condizioni di lavoro e accesso al mercato. E, secondo i tassisti, la normativa attuale non pone limiti alle percentuali che possono trattenere.

“La piattaforma organizza l’intero servizio, ma la responsabilità ricade sui conducenti”, afferma Ivo Šišević dell’Iniziativa dei tassisti. “Non interessa quali siano i nostri costi: il prezzo viene deciso da un algoritmo, in base a domanda e offerta”.

Nel frattempo, al Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture si studia una soluzione. L’idea è introdurre una fascia di prezzo minima e massima per chilometro, così da evitare sia corse sottocosto sia casi estremi di tariffe esorbitanti. In passato aveva fatto discutere l’episodio di una turista neozelandese che per due chilometri aveva pagato 1.500 euro.

Un gruppo di lavoro è già stato istituito, con rappresentanti dei consumatori e dei conducenti. “Cercheremo un equilibrio: una tariffa minima e una massima controllate, in modo che il servizio sia sostenibile per chi lo offre e corretto per chi lo utilizza”, ha dichiarato il sottosegretario Tomislav Mihotić.

Controlli più severi e nuove tessere

Le novità non si fermano ai prezzi. Da giugno entreranno in vigore nuove tessere identificative per i tassisti. La carta, spiegano dall’Agenzia per le Attività Commerciali, dovrà essere esposta sotto il parabrezza, in basso a sinistra, ben visibile dall’esterno. Attraverso un codice QR, i passeggeri potranno verificare prima di salire a bordo la validità dell’autorizzazione.

Eppure, su circa 40mila conducenti attivi nel Paese, solo 3.200 hanno finora presentato richiesta per la nuova tessera. Un dato che qualcuno interpreta come un primo segnale di protesta.

Uno sciopero per far sentire la voce

Per lunedì prossimo è stato annunciato lo spegnimento delle applicazioni: una forma di sciopero digitale per denunciare tariffe troppo basse, commissioni elevate e costi di gestione in aumento. “Con i prezzi attuali e queste commissioni, il nostro lavoro non è sostenibile. Non esiste nemmeno in teoria uno scenario in cui possiamo chiudere in attivo”, insiste Šišević.

La domanda ora è inevitabile: le corse costeranno di più? “È possibile – ammette Mihotić –, ma vogliamo che le tariffe restino adeguate e che i cittadini continuino a utilizzare il taxi come hanno sempre fatto”.

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