Croazia: terapie intensive sotto quota 100. Non succedeva dal 2 novembre

La Protezione civile vigila sul rispetto delle misure restrittive a Spalato. Foto: Milan Sabic/PIXSELL

Meno di 100 pazienti ricoverati nelle unità di terapie degli ospedali croati. E’ questa la notizia più importante resa nota nel corso del punto stampa della task force nazionale per la lotta alla pandemia. Un numero così basso di terapie intensive non si registrava dal 2 novembre scorso, come ha precisato il ministro della Salute, Vili Beroš. Krunoslav Capak, direttore dell’Istituto nazionale per la salute pubblica, ha invece reso noto che nelle ultime 24 ore sono stati registrati 94 nuovi casi di Covid, a fronte di 1881 tamponi, per un tasso di positività del 5%. “Negli ultimi sette giorni abbiamo contato 3346 nuovi contagi, mentre la settimana precedente erano 3926 – ha ribadito Capak -. Dunque, abbiamo registrato un calo dell’11,7% di nuovi casi”. La più alta incidenza di casi su mille abitanti si registra nella Regione di Sisak e della Moslavina, zona epicentro del terribile sisma del 29 dicembre, mentre la più bassa è stata riscontrata in Istria.
Domenica 31 gennaio è stata superata quota 5000 decessi dall’inizio della pandemia. Oggi si registrano altri 27 morti, per un totale di 5054 persone che hanno perso la lotta contro il coronavirus dal 25 febbraio 2020 quando si è verificato il primo caso di Covid in Croazia.

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