Croazia, stretta sui migranti: obbligo della lingua entro un anno

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Croazia, stretta sui migranti: obbligo della lingua entro un anno
Foto: Sanjin Strukic/PIXSELL

Il ministro dell’Interno Davor Božinović ha inviato in consultazione pubblica due nuove leggi che cambiano in modo significativo i requisiti per il soggiorno degli stranieri in Croazia. La novità principale è l’introduzione dell’obbligo di conoscenza attiva della lingua croata per i cittadini di Paesi terzi che intendono vivere e lavorare nel Paese.

Un anno per raggiungere il livello A1 di croato

Secondo la proposta, gli stranieri provenienti da Paesi non appartenenti all’Ue dovranno, entro un anno dal loro arrivo, dimostrare di saper comunicare in croato al livello A1. Questa certificazione diventerà una condizione essenziale per la proroga del permesso di soggiorno e di lavoro. Il ministero sottolinea che l’obiettivo è favorire l’integrazione e facilitare il funzionamento del mercato del lavoro, scrive il Novi list.

Permessi più lunghi per studenti e stagionali

Una delle modifiche più rilevanti riguarda studenti e lavoratori stagionali, ai quali il permesso di soggiorno sarà prolungato da uno a tre anni. La misura mira a snellire le procedure amministrative, soprattutto per chi torna regolarmente ogni stagione dallo stesso datore di lavoro. La documentazione potrà essere gestita in modo più semplice tramite la piattaforma e-Građani.

Altra novità è la riduzione a un anno del periodo in cui un datore di lavoro può rimanere nella cosiddetta “lista nera” per violazioni precedenti.

Nuove regole per i datori di lavoro

Il ministro Božinović ha spiegato che saranno introdotti criteri più chiari sul rapporto tra lavoratori croati e stranieri. Per le professioni carenti sarà necessario impiegare almeno il 10% di lavoratori locali, mentre per quelle non carenti la quota sale al 20%.

Per poter assumere stranieri, i datori di lavoro non dovranno avere il conto bloccato per più di un mese negli ultimi sei mesi e dovranno dimostrare regolari entrate sul conto aziendale negli ultimi dodici mesi.

Riforma anche per le norme sull’asilo

Il secondo disegno di legge riguarda la protezione internazionale e temporanea per i richiedenti asilo. Le procedure resteranno sostanzialmente invariate: chi presenta domanda sarà ospitato nei centri Porin o Kutina, mentre le persone che richiedono verifiche più approfondite o presentano rischi di sicurezza saranno collocate in strutture dedicate, come quelle previste a Dugi Dol e nell’area di Željava.

Il termine per decidere se una persona ha diritto alla protezione o deve essere rimpatriata resta fissato a due periodi di dodici settimane.

Elenco dei Paesi sicuri e maggiore cooperazione europea

Tra le novità figura anche l’introduzione di una lista di Paesi terzi considerati sicuri, strumento che dovrebbe accelerare alcune procedure. Sul piano europeo, la Croazia si allinea al nuovo Patto Ue sulle migrazioni, che introduce meccanismi di solidarietà tra Stati membri, come la redistribuzione delle persone e forme di sostegno finanziario.

Božinović ha sottolineato che “la Croazia si trova in un’area esposta ai flussi migratori” e che le nuove leggi “mirano a rendere il sistema più efficiente e coerente con le norme europee”. Paesi extra-Ue  dovranno, entro un anno dal loro arrivo, dimostrare di saper comunicare in croato al livello A1. Questa certificazione diventerà una condizione essenziale per la proroga del permesso di soggiorno e di lavoro. Il ministero sottolinea che l’obiettivo è “favorire l’integrazione” e “facilitare il funzionamento del mercato del lavoro”.

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