Croazia. Sparatoria a Parag: una donna morta e 7 feriti

Foto: Pixsell

Una donna uccisa e sette feriti, di cui tre gravi, è il triste bilancio della sparatoria che nella tarda serata di martedì si è verificata nel villaggio rom Parag, nel comune di Nedelišće, nel Međimurje (Croazia settentrionale). Il portavoce della Questura del Međimurje, Nenad Risek, ha riferito che la sparatoria si è verificata dopo una lite, scoppiata per ragioni ancora ignote. Sono già state arrestate tre persone, tra cui un minorenne. “La situazione a Parag ora è stabile, la Polizia ha rafforzato i controlli e non ci sono ulteriori pericoli”, ha affermato Risek, aggiungendo che l’inchiesta è in corso.
Igor Šegović, f.f. di direttore dell’Ospedale di Čakovec, ha dichiarato che nella notte sono state trasportate in ospedale otto persone. “Tre sono state dimesse immediatamente dopo le cure del caso, mentre la donna, nata nel 1962, è deceduta per emorragia. Delle altre quattro persone, sottoposte a intervento chirurgico, una è stabile, mentre tre sono ricoverate in terapia intensiva”. Dalle indagini è emerso che la lite è stata scatenata dall’intolleranza tra due famiglie e che due delle persone finite in manette sono note alla Polizia. Durante il primo sopralluogo è stata rinvenuta l’arma automatica usata nella sparatoria.
Il deputato della minoranza rom, Veljko Kajtazi, ha affermato di aver avvertito due mesi fa il ministro degli Interni Davor Božinović del fatto che nel villaggio rom di Parag era giunta una grande quantità di armi. Ha ribadito in questo contesto che “è un dato di fatto che le armi sono rimaste lì e che le tragiche conseguenze di ciò le vediamo oggi. Penso che sia soltanto l’inizio. Questo Stato è molto lontano dal trattare alla stessa maniera i rom e i croati. E ciò culmina in tragedia”.
Il consigliere del ministro degli Interni, Vladimir Faber, ha valutato che Kajtazi con la sua dichiarazione cerca di evitare la sua responsabilità personale. “In tutti i villaggi, non soltanto a Parag, ci sono armi, traffiking, maltrattamenti di minori e schiamazzi quotidiani. La Questura del Međimurje ha sequestrato to 37 armi da fuoco negli ultimi 5 anni, quanto basta per armare una divisione delle forze speciali”, ha asserito Faber, aggiungendo che “dobbiamo concentrarci sulle cause, sulla situazione nei villaggi rom. Non basta allertare la Polizia della presenza di armi, serve opera di prevenzione”.

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