Croazia-Slovacchia si giocherà a Fiume

L’incontro, decisivo ai fini della qualificazione a EURO 2020, verrà disputato a Rujevica nonostante i tentativi dei «custodi degli interessi nazionali» di farlo giocare al Maksimir

Rujevica aveva ospitato l'amichevole tra Croazia e Giordania. Foto: Goran Kovačić / Pixsell

Sembrava dovesse trasformarsi in una delle solite telenovelas “Made in Croatia” e invece la Federcalcio croata (HNS) ha tagliato la testa al toro comunicando “Urbi et orbi” che la partita Croazia-Slovacchia, decisiva i fini della qualificazione a EURO 2020, si giocherà nella data e nella sede precedentemente stabilite, ossia il 16 novembre allo stadio di Rujevica a Fiume!
Mentre tutto lasciava presagire che i “buoi” che stanno trainano il “carro” della nazionale a scacchi stessero imboccando la vecchia Ludovicea diretti al Maksimir di Zagabria “perché la squadra ha bisogno di un sostegno più massiccio di quanto lo potrebbe avere a Fiume”, dagli uffici della Federcalcio è stato diramato un comunicato “per porre fine alle speculazioni in merito al presunto ed eventuale cambiamento di sede per l’incontro con la Slovacchia”. “Si giocherà a Fiume, come era stato già deciso in precedenza dall’Esecutivo l’11 luglio scorso”, si legge nella comunicazione ufficiale dell’HNS, che non nega, però, di aver contemplato anche soluzioni diverse, ossia di trasferire l’incontro “in una sede capace di rispondere al grande interesse dei tifosi di tutta la Croazia”.
“La Federcalcio è concorde nell’affermare – scrive nel comunicato – che la nazionale avrà a Fiume le condizioni ideali per preparare quest’incontro decisivo e il sostegno caloroso del pubblico allo stadio di Rujevica”, concludendo che le informazioni sulla prevendita dei biglietti “verranno pubblicate successivamente sul sito internet della Federcalcio”.
Fino a ieri pomeriggio, però, nonostante le affermazioni ottimistiche (e seccate) di Damir Mišković, presidente del Rijeka, nonché vicepresidente della Federcalcio croata (HNS), sembrava proprio che le cose dovessero andare diversamente. Chi si sarebbe assunto la responsabilità di togliere a Fiume la possibilità di organizzare l’incontro? Mišković aveva ripetuto in più frangenti che lo avrebbe potuto fare soltanto l’Esecutivo della Federazione, quello stesso rogano “che aveva deciso all’unanimità di assegnare al capoluogo quarnerino l’ultima partita della fase di qualificazione a EURO 2020”. Il presidente del Rijeka aveva aggiunto che “questo cambiamento non è stato mai oggetto di discussione in nessuna sede ufficiale”. Lo è stato certamente altrove, perché la Federcalcio aveva comunque provveduto a comunicare sia all’UEFA che alla Federazione slovacca la proposta di far giocare Croazia-Slovacchia al Maksimir, visto che dopo il pareggio di Cardiff l’incontro sarà decisivo ai fini della qualificazione alla rassegna continentale in programma l’anno prossimo.
Le solite “fonti ben informate” sostenevano fino a ieri che in caso di luce verde da parte degli “amici” di Bratislava, l’UEFA non avrebbe nessun motivo di opporsi a questa decisione. Se Modrić e soci avessero vinto col Galles “non ci sarebbero stati problemi”. Le stesse “fonti” affermavano pure che sarebbero stati i giocatori a chiedere che non si giochi a Fiume. “I senatori dello spogliatoio, con Modrić in testa, vogliono giocare a Spalato, Osijek o Zagabria, ma non a Fiume”. La richiesta sarebbe stata fatta già nel pullman che ha portato i giocatori dal Cardiff City Stadium all’aeroporto. A bordo dell’aereo un non meglio identificato membro dell’Esecutivo – in Galles non c’erano né Marijan Kustić ne Damir Mišković – avrebbe detto che sarebbero tutti “perseguitati dai ricordi della partita con la Finlandia”, giocata a Rujevica davanti a “soli 7.578 spettatori”, quindi addirittura meno della già modesta capienza (8.279) e finita con uno scialbo 1-1 che rischiava di compromettere la qualificazione ai Mondiali in Russia.
Lo strappo che all’interno di una Federcalcio già di per sé traballante avrebbe potuto produrre la decisione di spostare l’incontro a Zagabria rischiava di essere irreversibile. Da una parte c’erano quelli (non pochi) che avrebbero voluto che la partita si giochi al Maksimir, dall’altra quelli che continuavano a sostenere la tesi che i “Vatreni” debbano essere ospitati in tutte le principali città della Croazia e quindi anche a Fiume. Dal clima che aleggiava in seno all’HNS, le chance che Rujevica ospiti Croazia-Slovacchia sembravano ridotte al lumicino, forse perché i fiumani non erano ritenuti abbastanza “croati” da poter dare alla nazionale quella spinta di cui ha bisogno o perché “indegni” di ospitare una partita importante e decisiva. I fiumani rischiavano di rimanere “soli contro tutti”, ma alla fine la ragione sembra aver prevalso sulle ragioni degli onnipresenti “custodi degli interessi nazionali”, che avrebbero tolto la partita a Fiume perché “gli interessi della Nazionale e della Nazione sono al primo posto”, in barba all’ira e al disappunto di Damir Mišković.

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