Oltre 700 chiamate già inviate e un sistema che, assicurano i vertici militari, è pronto a partire senza intoppi. La reintroduzione del servizio militare di base in Croazia entra nella fase operativa, mentre emergono i primi numeri e le prime scelte dei giovani coinvolti.
A fare il punto è stato il capo di Stato maggiore delle Forze armate croate, Tihomir Kundid, spiegando che finora sono stati spediti più di 700 inviti all’addestramento militare di base e che solo sette ragazzi hanno presentato obiezione di coscienza, riporta index.hr.
Secondo Kundid, l’apparato è pienamente funzionante: armi e dotazioni sono pronte e i nuovi coscritti verranno equipaggiati con fucili d’assalto di produzione nazionale. Nella prima fase, della durata di otto settimane, i partecipanti acquisiranno le competenze di base del fante, destinate poi a essere consolidate e sviluppate all’interno della riserva. Il percorso, ha sottolineato, è stato progettato per accompagnare gradualmente i giovani dall’ambiente civile a quello militare, senza strappi.
«Nulla da temere»
Il messaggio del vertice delle forze armate è rassicurante: due mesi di addestramento intensivo non dovrebbero stravolgere i piani di vita dei ragazzi, ma al contrario fornire abilità utili e conoscenze specifiche. “Non hanno nulla da temere”, ha ribadito Kundid, spiegando che il sistema è calibrato per integrare passo dopo passo chi proviene dal mondo civile e portarlo a raggiungere gli obiettivi fissati entro il ciclo di formazione.
Le dichiarazioni sono arrivate dopo una cerimonia ufficiale per gli alti ufficiali in congedo tenutasi al Pantovčak. In quell’occasione il generale ha ribadito che le strutture sono pronte e che gli istruttori hanno completato la preparazione necessaria per lavorare con giovani senza esperienza militare, una sfida diversa rispetto all’addestramento dei professionisti.
L’obiezione di coscienza
Resta però aperta la questione di chi non intende svolgere il servizio armato. La normativa prevede diverse possibilità: dall’obiezione di coscienza alla sostituzione con il servizio civile. Il Parlamento croato, il Sabor, ha modificato la legge sulla difesa nell’ottobre 2025, reintroducendo l’obbligo del servizio militare di base. I primi coscritti entreranno nelle caserme di Knin, Slunj e Požega il 9 marzo, per un periodo di due mesi.
In linea generale, l’obbligo riguarda i giovani fino ai 27 anni, con possibili proroghe fino ai 30 in caso di rinvii precedenti. Non tutti coloro che ricevono la chiamata, però, finiranno in caserma. Il diritto all’obiezione di coscienza è garantito dalla Costituzione e consente, per motivi religiosi o morali, di optare per il servizio civile.
Chi sceglie questa strada viene assegnato al sistema di protezione civile o agli enti locali. In questo caso, però, le condizioni economiche cambiano sensibilmente. Il servizio civile dura tre mesi all’interno della protezione civile statale, con un’indennità mensile di 340 euro, o quattro mesi presso comuni e regioni, con 170 euro al mese. I coscritti che svolgono l’addestramento militare di base in caserma riceveranno invece circa 1.100 euro mensili, oltre a vitto e alloggio.
La richiesta per il servizio civile può essere presentata dopo l’iscrizione nei registri militari e anche successivamente, persino durante lo svolgimento del servizio. Le autorità competenti sono tenute a informare i giovani di questa possibilità fin dal primo contatto ufficiale.
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