Croazia. Servizio civile al via, ma gli obiettori sono solo 13

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Croazia. Servizio civile al via, ma gli obiettori sono solo 13
Foto: Hrvoje Kostelac/PIXSELL

Parte con numeri ancora molto contenuti il nuovo modello di servizio civile destinato ai coscritti che scelgono l’obiezione di coscienza. I rappresentanti del Ministero dell’Interno e della Protezione civile hanno presentato il regolamento che disciplina un percorso di formazione della durata di tre mesi, ma al momento sono soltanto 13 i giovani che hanno formalmente optato per questa soluzione alternativa al servizio militare.

Un avvio lento tra attese e organizzazione

Il calendario prevede l’invio dei primi partecipanti all’inizio di maggio, indicativamente il 4, anche se la data definitiva dipenderà dal numero complessivo di domande e dai tempi necessari per la loro approvazione. Un avvio dunque prudente, legato a una risposta che finora appare limitata, ma che le autorità considerano fisiologica nella fase iniziale.

La segretaria di Stato al Ministero dell’Interno, Irena Petrijevčanin, ha illustrato i dettagli del programma formativo, sottolineando come il percorso sia strutturato su 495 ore complessive. Il corso è suddiviso in tre fasi: una parte di base della durata di dieci giorni lavorativi, una formazione specialistica di ventitré giorni e un periodo di esercitazioni pratiche che si estende per trentatré giorni.

Formazione operativa per le emergenze

Durante i tre mesi di addestramento, i partecipanti acquisiranno competenze operative fondamentali per il sistema di Protezione civile. Tra queste figurano le tecniche di ricerca e soccorso in scenari complessi, come crolli e alluvioni, l’assistenza alla popolazione e la gestione di situazioni legate a rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare una forza preparata a intervenire in caso di calamità naturali, terremoti, incidenti e persino situazioni di emergenza legate a conflitti. Secondo Petrijevčanin, si tratta di competenze non solo utili per il sistema Paese, ma anche preziose per la crescita personale dei giovani coinvolti.

Strutture pronte, manca la massa critica

Il servizio civile sarà svolto all’interno della Direzione della Protezione civile, con sedi operative nei centri di formazione di Jastrebarsko, Divulje e Bizovac. Le infrastrutture, assicurano i responsabili, sono già pronte ad accogliere i primi gruppi.

A confermarlo è stato Neven Karas, facente funzione di direttore della Protezione civile, che ha però evidenziato la necessità di raggiungere un numero minimo di partecipanti per avviare concretamente i corsi. “Quando avremo abbastanza coscritti per formare almeno una classe – al momento sono solo tredici – potremo iniziare”, ha spiegato.

Tra scelta individuale e interesse pubblico

Il nuovo regolamento si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione del rapporto tra servizio militare e alternative civili. La bassa adesione iniziale solleva interrogativi sull’attrattività del percorso e sulla percezione dell’obiezione di coscienza tra i giovani.

Resta tuttavia centrale l’ambizione del progetto: rafforzare il sistema di protezione civile attraverso una formazione strutturata e, allo stesso tempo, offrire ai coscritti un’opportunità concreta di contribuire alla sicurezza collettiva.

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