Dal 1º ottobre 2025 la Croazia è diventa la prima destinazione turistica del Mediterraneo priva di giornali e riviste straniere. Dopo oltre cinquant’anni di presenza continua, infatti, la distribuzione delle testate internazionali nel Paese viene sospesa. Il cambio di scenario è arrivato dopo la decisione del Governo, lo scorso giugno, di nominare la Posta croata (Hrvatska pošta) distributore nazionale, assegnandole fondi pubblici per sostenere la distribuzione delle testate locali. Le tariffe agevolate si applicano soltanto agli editori croati, mentre il Ministero della Cultura e dei Media non ha esteso gli stessi benefici alle pubblicazioni straniere.
A gestire la logistica resta la Posta croata, mentre la nuova società DTM – nata a fine 2024 dallo scorporo del reparto distribuzione di Tisak – si occupa di amministrazione e contratti con la rete di vendita. Per gli editori esteri le condizioni sono diventate proibitive: il costo del trasporto viene applicato per copia distribuita, a tariffe fino a quattro volte superiori rispetto a quelle per i giornali nazionali.
La misura ha suscitato le proteste di organizzazioni internazionali come WAN-IFRA e DistriPress, che denunciano una discriminazione nei confronti delle testate estere e un evidente squilibrio di mercato. “Si tratta di un onere economico insostenibile che mette a rischio l’accesso alle pubblicazioni internazionali”, avverte la direttrice di Distriest.si, Maja Čurić, spiegando di non aver ancora ricevuto risposta dal Ministero competente.
Gli esperti ricordano che la decisione potrebbe sollevare questioni legali a livello europeo e internazionale. I trattati UE vietano infatti aiuti di Stato che alterino la concorrenza e impongono la libera circolazione dei servizi, inclusa la distribuzione editoriale. Norme simili sono previste dal WTO, mentre gli accordi UNESCO di Firenze e Nairobi proibiscono misure discriminatorie come dazi, quote o sovvenzioni a favore delle sole pubblicazioni nazionali.
Le conseguenze non riguarderanno solo il pubblico croato: saranno colpiti istituti di istruzione, biblioteche, ambasciate e soprattutto i turisti, abituati a trovare giornali e riviste internazionali durante le vacanze. Mentre nei Paesi vicini la distribuzione proseguirà regolarmente, la Croazia rischia così di privarsi di un tassello importante della propria offerta culturale e informativa.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.











































