Croazia. «Schierare i soldati» sulla rotta balcanica

Il deputato Miro Bulj propone a Zagabria di seguire l’esempio della Slovenia

Un gruppo di migranti sulla cosiddetta rotta balcanica

L’emergenza migratoria lungo la rotta balcanica non accenna a finire. A cavalcare il clima di paura che serpeggia negli abitati più isolati al confine tra Croazia e Bosnia ed Erzegovina per il passaggio di migranti è nuovamente il deputato del Most Miro Bulj, il quale, nel corso di una conferenza stampa convocata al Sabor, è tornato a chiedere al governo l’invio dell’Esercito alla frontiera a supporto della Polizia “per tutelare la popolazione locale dai clandestini che aggrediscono la gente e distruggono il patrimonio”. Bulj ha ricordato che la Slovenia ha già deciso di schierare al confine croato le Forze armate, aggiungendo che la Croazia non deve restare a guardare.

Un bel gesto umanitario
Intanto il Presidente Zoran Milanović, a margine della sua visita in Germania, ha espresso appoggio alla decisione del governo di Zagabria di accogliere un determinato numero di rifugiati che si trovano ora sull’isola greca di Lesbo, rilevando che si tratta di un bel gesto di carattere umanitario”.

L’Italia resta la meta
Nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e ad onta della barriera eretta al confine sloveno-croato, i migranti continuano nel frattempo a passare e a raggiungere il territorio italiano che rappresenta la loro meta. Così un gruppo di 17 migranti è stato rintracciato ieri mattina dalla Polizia di frontiera italiana nei pressi dello scalo ferroviario di Sistiana-Visogliano (Trieste), mentre camminava vicino ai binari. A causa della presenza di persone lungo la ferrovia, la circolazione dei treni tra Trieste e Monfalcone (Gorizia) ha subito leggeri rallentamenti. In particolare tre convogli hanno maturato alcuni minuti di ritardo.
A quanto si apprende, il gruppo sarebbe stato lasciato lungo la linea ferroviaria da passeur perché raggiungesse i centri abitati. I migranti sono quindi stati accompagnati al Comando di Fernetti per l’identificazione.

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