Croazia, scandalo nello sci: l’USKOK congela beni per 4,5 milioni di euro

Nel mirino l’ex vertice della federazione sciistica

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Croazia, scandalo nello sci: l’USKOK congela beni per 4,5 milioni di euro
Foto: David Jerkovic/PIXSELL

ZAGABRIA | Nuovo sviluppo nell’inchiesta che scuote il mondo dello sport croato. L’USKOK, l’Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata ha annunciato il congelamento di beni per un valore complessivo di oltre 4,5 milioni di euro nell’ambito di un’indagine per presunte attività corruttive e associazione criminale all’interno della federazione sciistica nazionale. Al centro dell’inchiesta c’è l’ex dirigente della Federazione sciistica croata (HSS), Vedran Pavlek, insieme ad altri cinque indagati. Secondo gli investigatori, per anni sarebbe stato messo in piedi un sofisticato sistema di drenaggio di fondi attraverso contratti fittizi, fatture false e società estere collegate agli indagati.

Le accuse e i flussi di denaro

L’indagine, aperta ufficialmente alla fine di marzo, ipotizza che dalla federazione siano stati sottratti illegalmente circa 13 milioni di euro, mentre altri 17 milioni sarebbero stati utilizzati per pagamenti di stipendi in contanti.

Secondo quanto comunicato dall’USKOK, i provvedimenti cautelari sono stati richiesti dopo approfondite verifiche finanziarie condotte insieme all’Ufficio per la prevenzione del riciclaggio e all’amministrazione fiscale croata. Le misure sono poi state autorizzate dal Tribunale di Zagabria.

Gli investigatori sospettano che tra il 2014 e il 2026 siano stati sottratti quasi 30 milioni di euro attraverso una rete di operazioni fittizie. Parte del denaro, secondo gli inquirenti, sarebbe finita sui conti di società riconducibili a Pavlek e successivamente utilizzata per spese private, immobili di lusso, viaggi e soggiorni esclusivi.

Immobili bloccati tra Zagabria e la costa adriatica

Le misure cautelari riguardano cinque imputati e prevedono il divieto di vendere o trasferire immobili situati a Zagabria, Parenzo, Lussinpiccolo, Visignano e Segna. Bloccati anche conti correnti, quote societarie e azioni per un valore di oltre 2 milioni di euro.

“Esiste il sospetto che si tratti di beni acquisiti attraverso attività criminali”, ha spiegato l’USKOK, sottolineando che l’obiettivo delle misure è garantire un’eventuale futura confisca.

Nel mirino degli investigatori sarebbe finita anche una villa di lusso a Ibiza collegata all’ex dirigente sportivo. Parte degli immobili riconducibili agli indagati, secondo indiscrezioni circolate nei media croati, sarebbe stata nel frattempo venduta.

Un colpo all’immagine dello sport croato

La vicenda rappresenta uno dei più pesanti scandali finanziari che abbiano colpito negli ultimi anni il sistema sportivo croato. L’inchiesta rischia di avere ripercussioni profonde sull’immagine della federazione sciistica e sulla gestione dei fondi destinati allo sport.

Nel comunicato diffuso oggi, 21 maggio, l’USKOK ha ribadito un principio centrale del diritto penale: “Nessuno può mantenere il profitto ottenuto attraverso un reato”. Un messaggio che lascia intendere la volontà della procura anticorruzione di procedere fino in fondo nel recupero dei patrimoni considerati di provenienza illecita.

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